Visioni

L’interlocuzione tra agricoltori e industria

Alfonso Pascale

In un articolo firmato da Luciano Capone sul “Foglio” del 31 maggiio si ipotizza l’apertura di un conflitto tra la Coldiretti e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Il primo fronte tra i duellanti è il famoso emendamento contro il “meat sounding”, passato nella legge che vieta la carne coltivata. Contro questa norma, UnionFood (l’organizzazione di rappresentanza dell’industria alimentare italiana presieduta da Paolo Barilla) ha fatto ricorso a Bruxelles perché in contrasto con il diritto europeo, ma soprattutto perché penalizzerebbe il made in Italy nel settore degli alimenti a base di proteine vegetali. Il ministro non ha finora mostrato alcuna intenzione di emanare il decreto attuativo. E, dunque, di fatto la legge resta inapplicata.

Il secondo fronte è la nascita di Mediterranea, un potenziale competitor di Filiera Italia, la fondazione presieduta dall’europarlamentare uscente Paolo De Castro (il vicepresidente vicario è Ettore Prandini, presidente di Coldiretti) e gestita dal consigliere delegato Luigi Scordamaglia (il consigliere delegato ai rapporti con le grandi imprese è Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti).

Mediterranea è un accordo tra Confagricoltura e UnionFood, che rappresenta la gran parte dell’industria agroalimentare italiana: oltre 500 aziende e 900 marchi di ogni dimensione, tra cui anche alcune estere, che operano in Italia.

L’accordo nasce come sviluppo di un protocollo sulla filiera del grano duro, siglato diversi anni fa da Confagricoltura e UnionFood con la collaborazione dell’Università della Tuscia, che ha consentito di aumentare la produzione e migliorare la qualità del grano italiano che serve all’industria della pasta.

L’obiettivo di Mediterranea è di estendere questo protocollo di successo ad altre filiere come quella del pomodoro e del grano tenero e di rendere strutturale l’interlocuzione tra agricoltori e industria.

Il primo round dello scontro è avvenuto a Cibus, la manifestazione di riferimento per il settore agroalimentare che si è tenuta a Parma, qualche settimana fa.

In quella occasione, Gesmundo (il vero capo di Coldiretti) ha illustrato una slide su Mediterranea alla presenza di Lollobrigida. Confagricoltura veniva accusata di aver stretto un accordo con le “multinazionali globali” che “stanno affamando gli agricoltori europei”. Rivolgendosi al ministro, il successore autentico di Paolo Bonomi (fondatore di Coldiretti) ha definito le imprese agroalimentari italiane di UnionFood “non patriottiche e non sovraniste, caro ministro”. E questo siparietto è andato in scena pochi minuti prima che Lollobrigida partecipasse, insieme al ministro delle Imprese Adolfo Urso, alla presentazione di Mediterranea con il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e Paolo Barilla.

Il secondo round è l’attacco di Scordamaglia a Mediterranea sul “Giornale” del 26 maggio scorso. Il quotidiano ha pubblicato la stessa slide che Gesmundo aveva illustrato a Cibus. L’intervista è uscita alla vigilia del rinnovo delle cariche in Confagricoltura. Se l’intento era quello di creare scompiglio in quella organizzazione, è del tutto fallito perché Giansanti è stato eletto all’unanimità.

In realtà, il destinatario dei messaggi è Lollobrigida che la Coldiretti considera ormai una propria pedina nel governo. E quando il ministro non esegue gli ordini, il novello Bonomi si arrabbia e mostra i denti. Ne sa qualcosa Benedetto Della Vedova, il parlamentare di Più Europa aggredito fisicamente, in piazza Montecitorio, dal presidente di Coldiretti.

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