Visioni

Scusatemi se mi intrometto

Maria Carla Squeo

Avendo avuto l’incarico della stesura di una “incursione”, colgo la palla al balzo per farlo in tutta sincerità. Non voglio dilungarmi troppo – anzi: sarò brevissima – perché non è che sia una esperta di olio. Però da qualche tempo me ne occupo, più o meno direttamente. Più per sentito dire, in realtà, non da conoscitrice della materia. Lo dico, a scanso di equivoci.

Ne leggo, ne sento parlare, ne sono testimone. L’olio è entrato ormai nella mia vita; e così, tra le tante voci udite, ne ho scorte alcune che mi suonano stonate, comunque fuori luogo, dai toni eccessivi, continuamente attraversate da una vis polemica a volte strumentale. Mi sono chiesta spesso come mai ciò sia stato possibile. Perché dopo decenni di silenzio tutti si ergono a esperti. Io non lo sono, e me ne guardo bene dall’esserlo. Chi è, tuttavia, così sicuro delle proprie capacità, al punto da autoproclamarsi esperto?

Mi capita perfino di udire antiche conoscenze che nulla hanno mai avuto a che fare con l’olio extra vergien di oliva – se non l’hanno addirittura osteggiato – elevarsi, dall’oggi al domani, a strenui difensori e paladini di tale materia prima, fino a diventare ossessivi e intransigenti. Nulla da eccepire, anzi: ben vengano i puristi. Solo mi chiedo: perché sono così intolleranti se fino a ieri utilizzavano nelle proprie cucine oli di infima qualità? Cosa li ha convertiti e cosa li ha portati a cambiare atteggiamento, al punto da tramutarsi in giudici implacabili?

Come è possibile che fino a qualche anno fa disdegnavano i migliori oli in circolazione, rifutando di comperarli, non acettando di pagare il prezzo giusto, e ora, invece, sono diventati così severi, al punto da giudicare negativamente oli di qualità, magari non eccelsa, ma non per questo mediocri?

Mi chiedo, con tutta umiltà, se tale atteggiamento sia dovuto a un eccesso di autorefenzialità, frutto dei nostri tempi così bizzarri, o se vi sia l’illusione di conoscere la materia dell’olio solo perché hanno frequentato qualche corso di assaggio e si sentono padroni dell’universo.

Per conoscere la verità, dovremmo forse entrare – senza preannunciare visita – nelle cucine di tali chef oleosi, e verificare se davvero in cucina utilizzano solo extra vergini eccelsi, oppure oli di ben altra qualità e natura, nemmeno extra vergini, nemmeno oli di oliva comuni, ma misture grasse non meglio specificate. La curiosità resta.

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