Visioni

Un Paese per mediocri

Massimo Occhinegro

Sempre più spesso in questo lungo periodo di crisi iniziato nel 2008, ma con radici ben più lontane, ci si domanda come mai l’Italia sia l’unico Paese, almeno tra quelli della Unione Europea, ad arretrare anziché avanzare.

Le migliori performances a livello economico, infatti, sono quelle dei Paesi più a nord, mentre quelle dei Paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo, sono le peggiori.
Che il clima possa  influenzare psicologicamente una persona, è cosa ormai risaputa. Al brutto tempo atmosferico corrisponde un “brutto tempo” mentale.
Ma è anche vero che un pessimo clima, induce le persone a stare più in casa, o in ufficio, con risvolti positivi per l’economia delle persone  e delle imprese, per chi non ha altro da fare, che lavorare.

La fantasia di raggiungere mete “esotiche” del Sud dell’Europa  aiuta i “nordici” dell’Unione, a lavorare più alacremente rispetto a noi poveri del sud.
Poi c’è l’Italia e il Sud del Sud Europa, ed è il “de profundis”.
Chi gode di un clima fantastico, di un mare e di un sole sempre a portata di mano, ha già tutto o quasi tutto e rilassandosi, lavora meno. Ma lavorando meno, guadagnano meno e pretendono di più, sempre di più.

Per il troppo “dolce far niente”, dunque, si creano i presupposti per far nascere dal nulla i litigi, e le unioni dei litiganti, con associazioni o partiti o gruppi virtuali o reali, atti proprio a questo: a  litigare e contestare, senza concludere nulla, perché l’obiettivo non è quello di ottenere risultati per il Paese, bensì ottenere credito,  nonché un potere sottile sempre più forte, che alla fine suggella l’ingovernabilità del Paese.
Ed accade allora che mentre nell’Europa del nord,  non si litiga, ma si sogna e si lavora, nel sud succede l’esatto opposto: si litiga e ci si organizza per farlo, e poiché c’è una grande massa di persone che lavora, ma solo in apparenza, non sapendo cosa fare, per impiegare il proprio tempo, crea i presupposti per le contestazioni e i litigi, osservando o spiando il comportamento di quei pochi, che invece lavorano seriamente.

Non potendo poi arrivare al loro livello, fanno aumentare a dismisura il loro tasso di invidia, fino al punto da dover trovare necessariamente qualche valvola di sfogo, necessaria, come in una macchina da caffè moka.
La pigrizia fa il resto. Chi infatti si prende la briga di contrastare  con la logica,  chi urla e chi fa  delle contestazioni il proprio modus operandi, ossia parole ma niente fatti?
Pur di evitare contrasti, le persone che dovrebbero prendere decisioni importanti per il Paese, assecondano la massa caprona, contestatrice, spesso su questioni  assolutamente sbagliate.
Può essere dunque questa la spiegazione?
Forse, chi lo sa, sicuramente è fantasiosa, ammettiamolo, ma in fondo in fondo c’è qualche base di verità.

Un’altra ragione, questa volta sicuramente vera, è che l’Italia è in mano ai mediocri.
Facciamoci caso.  I mediocri sono dappertutto.
Spesso hanno delle caratteristiche in comune, sono viscidi, ipocriti e perfidi come l’Uriah Heep, l’aiutante di Wickfield in Davide Copperfield.
La loro mediocrità deriva dall’ignoranza. Per celare la loro impreparazione, sono anche arroganti e si armano del potere ricevuto dall’alto,  non quindi per merito raggiunto in campo lavorativo, per carità, ma per “grazia ricevuta”.

Tali personaggi  si trovano  un po’ ovunque, nei Ministeri, negli Organismi di controllo, nelle Camere di Commercio, nei Laboratori di analisi doganali statali, nelle grandi organizzazioni sindacali, agricole e non, nei partiti politici, ma anche nelle imprese pubbliche e private ed in altri enti ancora.

Un oceano di persone mediocri investite di un potere donato per scambi di favori o per conoscenze ”strette” o anche per semplice nepotismo, che trasversalmente governano l’Italia.
Perché l’Italia non è governata da chi votiamo ogni qualvolta che ci rechiamo alle urne, anche se queste persone sono poi decise dai partiti politici, ma è comandata, nelle istituzioni, dal sottobosco, non da colonelli, che hanno studiato e continuano sempre a farlo, ma da sergenti o marescialli; mentre  nelle imprese,  da figli o parenti degli imprenditori,  anch’essi spesso impreparati  e ritenuti idonei solo per “ius sanguinis”.
Ma i figli in Italia sono “pezzi e’ core”. 

Anche i social network contribuiscono all’appiattimento verso la mediocrità, senza riconoscimento di una maggiore preparazione, o di una maggiore conoscenza,  di uno rispetto ad un altro.
La “democrazia” pervertita in  “demagogia”.
Inoltre, proprio per la grande autonomia e potere riconosciuto a tali soggetti mediocri, agli uomini senza qualità, ecco che ogni ufficio periferico in ogni città d’Italia agisce in modo differente:  e così accade che le Camere di Commercio di Roma o di Milano agiscano in modo diverso tra loro, così come quella di Brindisi o di Macerata.

L’Italia è fatta da tante comunità autonome dal punto di vista decisionale. Divisioni su divisioni, senza denominatore comune.
Anche nel mondo dell’olio così come in agricoltura, ci sono divisioni e campanilismi, un “tutti contro tutti”, che ci affossa sempre di più.  Quando si tratta di incassare dall’Europa o dall’Italia, allora si che si è uniti. Incassare denaro si, ma per farne che? Senza obiettivi e senza strategie, se non quella di accontentare “il popolo” nel breve.  Una “promozione commerciale”, anziché una pubblicità che duri nel tempo.
La stessa cosa accade all’interno delle Dogane, ad esempio, ognuna agisce in maniera differente, c’è chi interpreta una legge in un modo e chi la interpreta in un altro, creando disagi e costi ai più sfortunati, incappati nell’ignoranza che si trasforma in arroganza, di questi soggetti.

Anche la giustizia non è da meno, una sentenza in campo tributario, o civile, o penale, può essere diversa, radicalmente diversa, anche in caso di  assoluta equivalenza di fattispecie, anche nell’ambito dello stesso Tribunale o Commissione Tributaria.
Le situazioni Kafkiane dilagano.
Ma chi paga le conseguenze di tutto questo? L’Italia e gli italiani.

Modificare il sistema, togliendo di mezzo in qualche modo i mediocri distribuiti in ogni ambito,  in modo infestante come la gramigna rossa, facendo invece crescere i meritevoli, con un sistema giustamente meritocratico, per noi gente del sud Europa, appare una vera utopia.  

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