Economia

Aiuti e interventi mirati per la rigenerazione della Puglia olivicola

Intervista a Donato Pentassuglia. Gli effetti dell’attuale situazione geopolitica stanno gravando su molti comparti dell’agroalimentare. Abbiamo incontrato l’assessore regionale all’agricoltura, che ci restituisce il quadro in cui versa il settore, soffermandosi nello specifico sull’andamento dell’olivicoltura salentina, che deve fare i conti, soprattutto, con il batterio Xylella, prima ancora della crisi economica e sociale, e delle recenti soluzioni adottate. Sarà così possibile avvalersi di una serie di strumenti avanzati per la rilevazione precoce a distanza del batterio, attraverso droni e telerilevamento aereo, accompagnati da una costante campagna di informazione rivolta agli attori della filiera, fondamentale per garantire una totale ripartenza

Roberto De Petro

Aiuti e interventi mirati per la rigenerazione della Puglia olivicola

È un momento storico particolare, quello che stiamo vivendo, fra una pandemia e una guerra nel cuore dell’Europa che sta riducendo drasticamente i programmi, i piani ed i finanziamenti per la ripresa e resilienza messi in cantiere dalla stessa Europa.

L’inflazione galoppante, prezzi alle stelle e la mancanza o la riduzione di materie prime ed i costi per energia chiudono un quadro già di per sé drammatico con una pandemia che peraltro non molla la presa.

L’intervista all’assessore regionale all’agricoltura della Puglia, Donato Pentassuglia, su come la regione sta affrontando lo scenario attuale.

«La situazione è molto compromessa. I grandi stanno annaspando perché c’è una contrazione della domanda, i prezzi hanno avuto un’impennata per l’aumento dei costi energetici, mangimi e concimi biologici. Peraltro c’è un paradosso in Puglia: nonostante non utilizziamo i fanghi della depurazione, che vanno fuori regione, ci troviamo costretti a pagare per smaltirli.

Come per il biogas. Da quattro anni non diamo autorizzazioni per fare impianti, che gli stessi potrebbero chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno della stessa azienda o a un gruppo di aziende. Allora la fase è delicata e se lo è per i grandi, figuriamoci per le piccole e medie aziende.

Il dato emblematico di questi giorni, in merito al settore lattiero-caseario, è la chiusura di ottanta allevamenti negli ultimi sei mesi. Avevo fatto sottoscrivere un piano, un protocollo di intesa che aveva messo in dialogo produttori e trasformatori, e una volta osservato dall’antitrust l’ho successivamente modificato. Ma questo avveniva in ottobre, prima della guerra, e malgrado fosse stato sottoscritto da tutti, qualcuno ha fatto un passo indietro giustificandolo per l’aumento dei costi delle materie prime ed il mancato arrivo di mais e mangimi vari, facendo lievitare il prezzo del latte alla stalla a cifre insostenibili, e la chiusura è stata inevitabile».

Questa situazione si riscontra anche nel settore ortofrutticolo

«Assolutamente sì, per la contrazione generalizzata della domanda, soprattutto per gli aumentati costi energetici, ma anche la problematica dell’acqua, della mano d’opera, ed anche di colture come quelle idroponiche. Anche le serre, oltretutto, hanno visto la triplicazione del costo energetico. In seguito a una forte riduzione della domanda, i prezzi hanno avuto un aumento significativo. Avevo predisposto un progetto per la ripresa del comparto ortofrutticolo approvato da tutte le regioni e inviato al Mipaaf per avere il finanziamento europeo. La Croazia ci ha anticipati, prendendo il nostro piano e inoltrandolo all’Unione europea. Attualmente stiamo seguendo la situazione».

I vini pugliesi: valorizzare la qualità e difendere il made in Puglia

«Quest’anno, dopo due anni di fermo per la pandemia, sono 110 le aziende vitivinicole presenti al Vinitaly 2022 nel padiglione 11 della Regione Puglia, realizzato in collaborazione con Unioncamere Puglia. Il programma delle attività sotto il titolo Puglia Wine World è molto ricco: il padiglione della Regione Puglia ospiterà sessanta tra eventi, conferenze, incontri di approfondimento e show cooking, realizzati da dieci realtà pugliesi, associazioni per la promozione del vino e operatori economici».

Ma qual è, assessore Pentassuglia, lo stato di salute del comparto vitivinicolo

«Lo stato di salute del comparto è molto buono rispetto ad altri, perché sono stati fatti nel passato investimenti di rilievo, come molto buono è stato il lavoro fatto sui vitigni e sui diversi vini grazie anche alla professionalità dei produttori e dei tecnici. Siamo presenti al Vinitaly per valorizzare il lavoro di questi anni e per porre le basi per un sviluppo ulteriore e necessario del comparto. In Puglia abbiamo oltre 90mila ettari di superficie vitata, 40mila tra denominazioni di origine protetta e indicazione geografica garantita, eccellenze reali insomma. Nel corso della quattro giorni veronese sarà presentato, tra le altre cose, il portale del vino, Puglia Wine World, una piattaforma di promozione delle aziende vitivinicole pugliesi al servizio delle stesse imprese».

Perché si è ritenuto necessario ampliare l’elenco dei vitigni autoctoni pugliesi

«Puntare su qualità, valorizzazione, promozione dei vini da vitigni autoctoni pugliesi, come strategie di rilancio e consolidamento di un comparto che è tra i fiori all’occhiello dell’economia regionale. Stiamo mettendo in atto ogni azione, misura, intervento a difesa delle nostre produzioni di qualità. E l’ampliamento della lista dei vitigni autoctoni è per certo un ulteriore tassello nella difesa del Made in Puglia. Si arricchisce, quindi, la lista dei vitigni autoctoni pugliesi riconosciuti o di antica coltivazione presenti da nord a sud della nostra regione. Per la precisione, sono sette le varietà: il Moscato bianco b., il Montepulciano n., il Trebbiano toscano b., il Carrieri b., Cigliola bianca b., Santa Teresa b. e Uva Della Scala b., che si aggiungono ai vitigni già censiti, sia a bacca nera che a bacca bianca. Un ampliamento che ci consentirà, altresì, di allargare la platea dei produttori beneficiari dei contributi regionali come di quelli previsti dall’Ocm Vino per gli interventi dedicati alla riconversione, ristrutturazione e promozione anche sui mercati esteri».

Appunto ristrutturazione e riconversione dei vigneti in Puglia: un bando atteso, un’opportunità per le cantine pugliesi per una produzione sempre più sostenibile e di qualità

«La Puglia investe nella vitivinicoltura di qualità sostenendo le imprese per interventi strategici di ristrutturazione e riconversione dei vigneti.

È, difatti, l’avviso pubblico regionale a valere sulla Misura Ristrutturazione e riconversione dei vigneti, per la Campagna 2022/2023, prevista dal Piano Nazionale di Sostegno al Vitivinicolo nell’ambito dell’Ocm Vino, la regolamentazione unica europea che disciplina il comparto vitivinicolo, definendo non solo le norme di produzione ma anche le modalità di erogazione, da parte degli Stati membri, dei contributi a fondo perduto per le imprese del settore.

È uno dei bandi particolarmente attesi per le imprese vitivinicole pugliesi che vogliano investire in interventi di rinnovamento degli impianti viticoli e incrementare il potenziale produttivo regionale di qualità. Grazie a una dotazione complessiva di euro 14.259.409 assegnata alla Puglia, per la Campagna 2022/2023, dalla ripartizione delle risorse del Pns Vitivinicolo, le nostre cantine potranno candidarsi ad ottenere contributi per sostenere i costi derivanti da interventi di riconversione degli impianti con l’utilizzo di vitigni autoctoni e per l’adeguamento delle produzioni alle nuove esigenze del mercato, con modelli e sistemi di gestione in grado di meccanizzare, nell’ottica della sostenibilità, il processo produttivo.

La qualità delle nostre produzioni vitivinicole – conclude Pentassuglia -, l’unicità del terroir dei nostri prodotti, insieme alla straordinaria capacità imprenditoriale dei vitivinicoltori, ci assicurano la tenuta di un comparto che, nonostante il momento storico drammatico, riesce a dimostrare di essere resiliente, vuoi per la vocazione millenaria vuoi per la lungimiranza di saper intercettare innovazioni di processo e di prodotto».

Parliamo del nuovo bando del Psr dedicato all’agricoltura. Lei lo ha definito un “ intervento strategico per sostenere la ripresa economica e favorire un’agricoltura sostenibile”

«Una crescita della nostra economia agricola è realizzabile soprattutto attraverso una strategia che stimoli e sostenga le imprese in investimenti sostenibili, garanzia di solidità e crescita nel medio-lungo periodo. È pronto il nuovo avviso pubblico, per l’anno 2022, finalizzato a incoraggiare e sostenere la conversione delle produzioni coltivate con il metodo convenzionale al metodo biologico. Ma anche a promuovere il mantenimento delle pratiche di agricoltura biologica, in grado di rispondere a una domanda crescente di prodotti coltivati con metodi sani, rispettosi dell’ambiente e della salute dei consumatori».

L’olivicoltura: rigenerazione con soluzioni innovative

«Qualche giorno fa sono state convocate in Regione le associazioni agricole pugliesi, gli ordini e i collegi professionali per fare il punto sull’attuazione del Piano di rigenerazione olivicola del Salento e anticipare le soluzioni innovative studiate dal Dipartimento regionale al ramo per favorire l’espianto degli ulivi in zona infetta.

Il confronto è stato utile e costruttivo per illustrare l’avanzamento dei lavori tesi a garantire al comparto olivicolo salentino l’indispensabile sostegno per le attività di rigenerazione olivicola.

Come sempre abbiamo inteso confrontarci con il partenariato regionale con la massima trasparenza sulle attività del Dipartimento recependo tutti i più utili contributi per ulteriori provvedimenti di semplificazione e velocizzazione.

Il tempo è infatti una variabile determinante per offrire sollievo a chi da troppo tempo soffre per la terribile devastazione dovuta a Xylella.

Il Piano di azione, approvato dalla Regione Puglia, con cadenza annuale e in linea con l’andamento della batteriosi, descrive le modalità di gestione delle indagini, ovvero i campionamenti e le analisi di laboratorio da effettuare e la strategia che l’Osservatorio Fitosanitario regionale intende adottare per il monitoraggio delle piante e degli insetti vettori, come anche gli strumenti innovativi che intende adoperare per controllare, prevenire e gestire la fitopatia su tutto il territorio regionale.

Non solo controllo, eradicazione dell’organismo nocivo, prevenzione e tutela delle aree indenni regionali – sottolinea l’assessore Pentassuglia –ma anche potenziamento della campagna di comunicazione e informazione e sostegno agli olivicoltori, attraverso indennizzi, in regime di aiuto per le aziende che hanno estirpato volontariamente gli alberi infetti e per l’applicazione delle misure fitosanitarie obbligatorie, grazie alle risorse previste dal Piano di rigenerazione olivicola.

Nella nostra strategia – prosegue – restano aree delimitate la zona Salento, dichiarata infetta, in cui si attuano misure di contenimento, le aree di Monopoli, Polignano e Alberobello, costituite da una zona infetta e da una cuscinetto della larghezza di 2,5 km.

Scompare, invece, l’area di Canosa, dichiarata indenne a dicembre scorso: l’azione di campionamento massiccia messa in atto dalla Regione Puglia con oltre 10 mila campioni di piante prelevati, sia all’interno dei vivai, presenti nella zona, sia all’esterno ci ha permesso di escludere tale area, dimostrando anche l’efficacia della nostra azione di controllo.

Per quest’anno, inoltre, abbiamo ritenuto opportuno assumere un approccio conservativo in tema di sorveglianza fitosanitaria, rispetto al 2021, mantenendo alta la guardia: prevediamo, infatti, di campionare quasi 300mila piante su una superficie complessiva di 34mila ettari su tutta la Puglia, con oltre 40mila analisi di laboratorio.

Per la Piana degli ulivi monumentali, ex contenimento ed area di particolare pregio da un punto di vista paesaggistico, storico, ambientale, abbiamo ritenuto fondamentale attuare un’opportuna sorveglianza “rafforzata” in un’area compresa tra 5 e 20 km dal confine meridionale della zona infetta ‘Salento’ dove si attuano misure di contenimento, con particolare riferimento proprio alla Piana degli olivi secolari.

Il nostro scopo è creare barriere e ridurre l’inoculo.

Per fare questo, grazie ad una legge regionale ad hoc, abbiamo, altresì, la facoltà, una volta rinvenute le piante positive al batterio, di abbatterle e innestarle con varietà di ulivo dichiarate resistenti.

Le lavorazioni obbligatorie dei terreni e, più in generale, delle pratiche agronomiche – prosegue -, si ritengono azioni indispensabili e irrinunciabili per il controllo meccanico degli stadi giovanili dei vettori.

A tal proposito, e con la primavera alle porte, vorrei ribadire quanto le lavorazioni superficiali dei terreni, arature, fresature, erpicature e trinciature, specie sulle piante erbacee, riducano drasticamente le forme giovanili e, di conseguenza, tutta la popolazione dell’insetto, la sputacchina, responsabile della diffusione della malattia.

È essenziale mettere in atto ogni misura necessaria per fronteggiare la batteriosi e avvalersi di progetti e servizi avanzati di rilevazione e osservazione, di straordinaria importanza come indicato nel Piano.

La Puglia, oltre ai controlli ufficiali, con il supporto di Arif e con i Carabinieri forestali, si avvarrà, per la sua attività di monitoraggio, anche di cani addestrati per l’identificazione di piante infette da Xylella in operazioni di controllo nei vivai e nei punti d’ingresso.

Come anche di una serie di strumenti, messi a punto proprio grazie a un progetto sperimentale di rilevazione precoce a distanza di Xylella, chiamato Redox, con tecniche specifiche di telerilevamento da aereo, droni e rilievi terrestri al primo insorgere dei sintomi.

La Puglia ha avviato un’azione di controllo e monitoraggio di una batteriosi che non ha precedenti – conclude l’assessore Pentassuglia -.

Lo stiamo dimostrando quotidianamente con azioni, risorse, strategie mai impiegate prima e, naturalmente, con l’impegno e il sacrificio dei nostri olivicoltori.

Da un lato dobbiamo arginare un fenomeno eccezionale, dall’altro sostenere il sistema olivicolo e difendere la bellezza del nostro paesaggio. Dobbiamo lavorare insieme, agricoltori, associazioni, comuni, sistema della ricerca e universitario e Regione. Ogni sforzo, ogni strategia di investimento, ogni contributo che potremo dare sarà finalizzato soprattutto al rilancio e alla difesa della nostra economia olivicola, cuore pulsante di una regione amata e ammirata in tutto il mondo».

Lavorazioni obblogatorie dei terreni

Le lavorazioni obbligatorie dei terreni e, più in generale, delle pratiche agronomiche, si ritengono azioni indispensabili e irrinunciabili per il controllo meccanico degli stadi giovanili dei vettori.

A tal proposito è stato ribadito quanto le lavorazioni superficiali dei terreni, arature, fresature, erpicature e trinciature, specie sulle piante erbacee, riducano drasticamente le forme giovanili e, di conseguenza, tutta la popolazione dell’insetto, la sputacchina, responsabile della diffusione della malattia.

Dovranno essere da subito e obbligatoriamente fatte:

– nell’intero agro comunale dei comuni ricadenti nelle aree delimitate Monopoli, Polignano, Alberobello;

– nell’intero agro comunale dei comuni ricadenti nella zona cuscinetto di 5 km dell’area delimitata Salento;

– nell’intero agro comunale dei comuni ricadenti nella zona di 5 km dell’area delimitata Salento in cui si attuano misure di contenimento;

– nell’intero agro comunale dei comuni seguenti: Carosino, Carovigno, Casamassima, Castellaneta, Ceglie Messapica, Cellamare, Cisternino, Faggiano, Ginosa, Gioia del Colle, Grottaglie, Laterza, Leporano, Mola di Bari, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Noicattaro, Ostuni, Palagianello, Palagiano, Pulsano, Roccaforzata, Rutigliano, Sammichele di Bari, San Giorgio Ionico, Turi, Villa Castelli.

L’intervento è comunque fortemente consigliato nel restante territorio regionale. (Rdp)

In apertura, foto di Nicola Pantaleo

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