Economia

Il mercato dell’olio? È tutto molto complicato

Confezionatori e raffinatori, nella probabilità che le quotazioni nel prossimo futuro possano essere ancora inferiori, tendono a procrastinare le coperture. Le cooperative e i frantoiani spagnoli tendono invece a smaltire parte delle giacenze per liquidare gli olivicoltori. Nel frattempo, gli stock di olio si riducono e il rischio di rialzi improvvisi non è del tutto escluso. L’andamento del mercato estero coinvolge ovviamente anche gli operatori italiani

Adriano Caramia

Il mercato dell’olio? È tutto molto complicato

È davvero una situazione complicata: il mercato, a seguito delle ragioni più volte esposte in sede di commento delle quotazioni nelle settimane precedenti (ovvero le piogge generose della seconda metà di marzo in Andalusia e la diminuzione dei consumi), ha rarefatto le trattative: i confezionatori e i raffinatori, nella probabilità che le quotazioni nel prossimo futuro possano essere ancora inferiori, tendono a procrastinare le coperture. Nel contempo, la necessità di liquidare i produttori, spinge le cooperative e i frantoiani spagnoli a smaltire parte delle giacenze di merce, provocando affollamento nell’offerta.

D’altro canto, gli stock di olio si riducono sempre più e si rischia di avere rialzi improvvisi nel momento di richieste per ulteriori acquisti (che in verità necessitano perché nessuno ha ritenuto opportuno riempire il magazzino con mercato indirizzato al ribasso).

In Tunisia siamo alla fine del Ramadan. Vedremo se dopo questo lungo periodo di rallentamento delle attività lavorative il paese nord africano continuerà a giocare un ruolo di primo piano per le esigenze dei grandi importatori spagnoli e italiani.

Per quanto riguarda la Turchia ci sono forti pressioni per la liberalizzazione dell’export dell’olio alla rinfusa, in quanto gli esportatori lamentano l’accumulo di olio nei serbatoi a fronte di una prossima raccolta che dovrebbe essere buona.

Siamo in attesa di conoscere questa settimana i dati del mercato spagnolo (produzione completata di questa campagna e differenza tra rimanenze iniziali del primo marzo e rimanenze finali). Sarà un contributo per meglio comprendere le quantità complessive disponibili nel più grande paese oleario del mondo.

Aggiornamento del 16 aprile 2024. I dati del mese di marzo del comparto oleario in Spagna hanno decretato essere la produzione totale del paese pari a 846.000 tonnellate circa, mentre le giacenze complessive ammontano a tonnellate 659.000 circa (ovvero 52.000 in meno rispetto al mese precedente), di cui 470.000 nelle mani della produzione, il resto a disposizione degli industriali e confezionatori. Le vendite totali del mese sarebbero pari a circa 85.000 tonnellate (provvisorie, in attesa di conoscere il dato esatto delle importazioni).

In Italia, sempre al 31 marzo, le giacenze totali di olio ammontano a 243.000 tonnellate circa, dalle quali occorre sottrarre 20.400 tonnellate di olio già confezionato e 18.000 tonnellate di olio di sansa sfuso.

Il mercato è incerto: dopo qualche interesse per il lampante spagnolo, si è ritornati al clima di pesantezza. Moderato l’interesse di acquisto su tutti i mercati.

La foto di apertura è di Olio Officina

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