Economia

È l’olio Dop e Igp dall’origine certificata a polarizzare le attenzioni del mercato

Sarà Laura Turri, la presidente del Consorzio di tutela dell'olio extra vergine di oliva Dop Garda, a rappresentare le attestazioni di origine del comparto oleario. Nominata nuovo membro del Comitato Strategico di Origin Italia, l'Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, sarà in carica per il triennio 2021 -2024. “Occorre abituarsi - ha detto - all’idea che gli extra vergini che portiamo sulle nostre tavole siano non dei generici oli, ma degli oli con nome e cognome”

Olio Officina

È l’olio Dop e Igp dall’origine certificata a polarizzare le attenzioni del mercato

Il Consorzio di tutela olio extra vergine di oliva Garda Dop sarà sicuramente orgoglioso di far parte, tramite la sua presidente, Laura Turri, del Comitato Strategico di Origin Italia, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche per il triennio 2021 -2024.

Questa importante realtà è associata a livello internazionale alle organizzazioni Origin, Origin Europa e Fondazione Qualivita, rappresenta circa il 95% delle produzioni italiane a Indicazione Geografica con il compito essere soggetto di sintesi delle esigenze collettive dei Consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Nata nel 2006 dall’Aicig, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, a Origin Italia aderiscono attualmente 66 realtà consortili delle produzioni Dop Igp oltre ad Afidop – l’Associazione formaggi italiani Dop e Igp – e Federdop, la Federazione degli Oli Extra Vergine di Oliva a Denominazione di Origine Protetta.

Ora, il nuovo incarico – si legge in una nota – è stato ufficializzato in occasione della riunione del Comitato Strategico di Origin Italia che si è svolta lunedì 7 febbraio 2022.

Un incontro in cui si è parlato di temi fondamentali per il comparto dell’agroalimentare italiano: Psn, Pnrr, Legge Finanziaria 2022, Riforma Sistema Ig, Consultazione Pubblica Nutriscore.

Noi siamo contenti di questo traguardo così importante perchè da anni conosciamo l’impegno di Laura Turri sul fronte del valore da attribuire alle origini, riguardo alle attestazioni Dop e Igp. Abbiamo perciò sentito la presidente del Consorzio dell’olio Dop Garda, Laura Turri, che ora ricopre un ruolo fondamentale per gli obiettivi che da sempre si è prefissa.

Quanto al Consorzio che lei presiede, quello relativo all’olio Garda Dop, riunisce gli olivicoltori, i molitori e i confezionatori che operano all’interno della zona di produzione Garda Dop e li supporta nella loro attività dal punto di vista tecnico e promozionale.

La principale attività del Consorzio di Tutela, riconosciuto dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali nel 2004, oltre alla tutela e alla promozione del prodotto, è l’assistenza e il supporto ai soci in tutte le pratiche necessarie all’ottenimento della certificazione, dalla raccolta all’imbottigliamento.

La dicitura “Garda Dop” può essere inserita in etichetta dai soli produttori della filiera che hanno rispettato il disciplinare di produzione e il relativo piano dei controlli.

Presidente Turri, ora fa parte anche del Comitato Strategico di Origin Italia. La sua missione a favore delle produzioni territoriali ora si rafforza…

Sono contenta, perché occorre credere nel valore delle Dop e delle Igp. Il territorio ha le sue peculiarità che vanno salvaguardate.

Il territorio sempre in primo piano…

Sì, perché fa sempre la differenza. Anche se la qualità la si produce ovunque, va tuttavia riconosciuto che i territori esprimono in maniera unica la propria identità, fattore, questo, che non tutti possono replicare. Tutti i territori apportano infatti il proprio segno distintivo.

Il valore che fa la differenza è anche il frutto di un prestigio che si guadagna nel corso dei secoli e che va tutelato…

Il prestigio di cui godono alcuni territori è il frutto di un impegno di tante generazioni.

È segno che quel territorio ha qualcosa di diverso dagli altri.

Per questo noi teniamo molto al valore del territorio, non solo per la sua potenza evocatrice, quanto soprattutto per l’impronta di tipicizzazione che non è riproducibile altrove.

Noi coltiviamo questo valore e, per quanto riguarda il Consorzio di tutela dell’olio Garda Dop, che io presiedo, ci tiene a difendere tale identità.

Non è campanilismo, perché se l’olio Dop Garda ha un valore commerciale nettamente superiore, e come tale viene oggettivamente riconosciuto dal mercato, vuol dire che questo patrimonio di identità va necessariamente salvaguardato e protetto, garantendo al consumatore la perfetta aderenza a quanto riportato in etichetta: origine, peculiarità e qualità.

Qual è il suo desiderio?

Vorrei che si attuasse un progetto comune con le Dop di altri prodotti dei territori, in modo che si riesca a valorizzare il proprio patrimonio paesaggistico.

Non per una forma narcisistica di campanilismo, ma per garantire la coltivazione dei campi e allontanare il rischio di abbandono delle campagne coltivate, con le nefaste conseguenze per l’ambiente.

L’olio Dop è la salvezza per gli oliveti italiani.

Noi come Dop Garda siamo gratificati dai risultati, ma siamo solo agli inizi e dobbiamo migliorare.

Il successo di pochi può solo rendere orgogliosi del lavoro fatto, ma in questo momento storico l’Italia dell’olivo e dell’olio attende da tempo un nuovo rinascimento che può partire proprio dal rilancio con tutte le altre Dop.

Bene, la vedremo dunque all’opera in questo triennio che la attende?

Sì, sono grata per questo ruolo che mi è stato assegnato. È un importante riconoscimento al ruolo che il Consorzio dell’olio Dop Garda si è ritagliato in tutti questi anni nel comparto.

Sarò portavoce degli olivicoltori chiamati oggi a operare in un momento storico molto complesso.

Nel caso dei produttori del Garda, l’olivagione 2021-2022 si è conclusa con grande difficoltà e penuria di prodotto.

In molte zone d’Italia la produzione non è stata soddisfacente e in alcune aree addirittura pari a zero.

Occorre fare in modo di trovare soluzioni.

Individuare strumenti e strategie efficaci per tutelare non solo l’olivicoltura gardesana ma tutta l’olivicoltura italiana, soprattutto quelle aree in cui l’olivicoltura viene definita eroica.

Mai abbassare la guardia.

In apertura, Laura Turri

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