Economia

Tra falsi miti e credenze popolari c’è bisogno di fare chiarezza: il biologico spiegato con i numeri

In un precedente articolo ci si è soffermati sugli effetti a cui assisteremmo se si adottassero solo ed esclusivamente coltivazioni dagli standard bio. Alla luce di alcuni esempi riportati, risulta evidente che procedere a questo approccio in modo totale, su ogni coltura, comprometterebbe l’andamento stesso delle produzioni, per poi ricadere in danni economici e sociali di immensa portata. In questa seconda parte, invece, lasciamo che siano le analisi condotte su una serie di alimenti a mostrare quali effettive differenze si possono riscontrare tra i prodotti ottenuti a regime biologico e quelli a regime tradizionale

Alberto Guidorzi

Tra falsi miti e credenze popolari c’è bisogno di fare chiarezza: il biologico spiegato con i numeri

Nel precedente articolo ci si è soffermati su cosa ci capiterebbe se il coltivare biologico uscisse dalla sua nicchia come produttore di alimenti nella quale per fortuna è ancora relegato.

Tra l’altro, s’informa che l’esperimento del 100% di biologico dello Sri Lanka è sfociato in penuria di cibo per la popolazione solo dopo un anno.

Con questo nuovo articolo invece si vuole riportare i numeri aggiornati relativi ai residui dei pesticidi presenti negli alimenti, affinché si sappia che chi ci vuole indurre a consumare biologico per questo motivo o che ci vuole trasmettere allarmi destituiti di fondamento, aderiscono all’ideologia della paura che tanto supporta l’ambientalismo politico.

Insomma ci raccontano vere e proprie fandonie.

I dati sono stati presi dal rapporto Efsa del 30 marzo 2022 e relativi ai campionamenti eseguiti nel 2020.

Istituzionalmente nell’Ue si eseguono analisi annuali su una serie di alimenti; le liste precostituite ruotano negli anni in modo da analizzare nel tempo tutte le categorie di alimenti ed osservarne l’evoluzione da un punto di vista sanitario.

In altri termini l’Efsa tutti gli anni esegue campionamenti sugli alimenti (questa indagine va sotto il nome di Eu Macp) e nello stesso tempo all’Efsa confluiscono tutti i dati analitici eseguiti su campionamenti di alimenti eseguiti autonomamente dai singoli Stati membri dell’Ue.

Risultati dell’indagine propria dell’Efsa (Eu Macp)

Sono stati analizzati 12.077 campioni: – ben 8.278 (68,5%) campioni presentavano residui al di sotto del limite di quantificazione; – 3.590 (29,7%) erano compresi tra il limite di quantificazione e l’Lmr) – Limite Massimale di Residui (1) cioè un rischio giudicato accettabile dalla scienza tossicologica; – 209 (1,7%) erano sopra l’Lmr ( ma sicuramente non contenevano dosi tali da arrecare qualche effetto tossico), solo 113 (0,9%) risultavano non conformi.

Risultati cumulati delle indagini Efsa e singoli Stati membri

L’ultimo rapporto sui residui dei pesticidi negli alimenti copre oltre 88.000 campioni di alimenti prelevati nell’Unione europea nel 2020.

L’analisi dei risultati mostra che il 94,9% dei campioni rientrava nei limiti dei livelli consentiti dalla legge. Per il sottoinsieme dei 12.077 campioni analizzati nell’ambito del programma di controllo coordinato dell’Ue (Eu Macp), il 98,2% rientrava nei limiti di legge.

Interessante notare:

  • Che i residui multipli sono presenti solo nel 27% di tutti i campionamenti;
  • Che i residui del “famigerato” gliphosate non sono presenti nel 97,4% dei campioni oggetto di analisi (non sono quantificabili analiticamente tanto sono infimi), solo in un 2% sono stati rilevati ma in quantità tutte inferiori all’Lmr (limite massimo di residuo ammesso). Solo nello 0,6% ha superato Lmr;
  • L’Ampa (il metabolita del gliphosate, ma non solo) è stato rilevato nel 12,8% nei campioni di mangimi animali e solo nello 0,2% degli alimenti uman.

Risultati delle analisi sui prodotti biologici

L’80,1% dei campioni non mostravano quantità di residui rilevabili, il 18,4% contenevano residui rilevabili, ma inferiori all’Lmr; l’1,5% avevano quantità superiori all’Lmr e lo 0,6% dei campioni non erano conformi.

I pesticidi rilevati più frequentemente erano composti di rame (39,1%, principalmente nei cereali), ione bromuro (6,7%, principalmente in segale e carote), spinosad (5,6%, principalmente in banane e pomodori), clorati (4,3%, principalmente in cucurbitacee con buccia commestibile, lattuga e spinaci), fosetyl (Efsa, 2021d) (3%, principalmente in uva da vino e zenzero radici) e clorpirifos (2,6%, principalmente nei tè).

Risultati delle analisi sui prodotti per l’infanzia

La percentuale di campioni senza residuo quantificabile è stata del 91,7%; Residui quantificati (pari o superiori al Loq – limite di quantificabilità, ma al di sotto dell’Lmr) sono stati trovati nel 6,5% dei casi.

Hanno superato l’Lmr solo l’1,7% e solo lo 0,1% non era conforme

Risultati delle analisi sugli alimenti animali

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha trovato che: Il 92% dei campioni erano privi di residui quantificabili, il 6,8% contenevano uno o più residui di pesticidi in concentrazioni quantificabili ma inferiori o uguali all’Mrl, 1,2% avevano residui superiori all’Lmr e lo 0,8 non erano conformi

Conclusione

I dati ci assicurano della perfetta sanità degli alimenti che vengono posti sul mercato e mangiati dagli europei.

Pertanto nessun allarme dovrebbe essere lanciato e quindi coloro che lo fanno o sono in malafede o al soldo di qualche lobby, come quella del biologico che ci vorrebbe far mangiare alimenti che costano in fatto di contributi il doppio alla collettività e pure il doppio ai consumatori relativamente ai prezzi di mercato per il solo fatto che sono più sani e che non si sono usati pesticidi per ottenerli.

Ora i numeri ci dicono che: 1° – è un vero e proprio furto far pagare anche più del doppio dei prodotti che solo per l’11,6% (80,1% – 68,5%) non contengono pesticidi; 2° – è falso che in agricoltura biologica non si usano pesticidi: se ne usano e i prodotti contengono anche loro dei residui di pesticidi.

(1) In tossicologia la Dose Massima Ammissibile di Residui (Lmr) è calcolata partendo dalla Dose Senza Effetto -Dse (cioè la dose di residui che negli animali di laboratorio non provoca nessun effetto tossico visibile). La quantità di questa dose è diminuita di un fattore che va da 100 a 1000 volte. Il dato che si ottiene è la Dga-Dose Giornaliera Ammissibile, ossia la quantità di una sostanza che un individuo ogni giorno è in grado di ingerire senza rischi per la sua salute. In Altri termini Lmr deve essere inferiore alla Dga e questa da 100 a 1000 volte inferiore alla Dse.

Per prendere visione dell’articolo a cui si fa riferimento, è possibile CLICCARE QUI.

In apertura, foto di Olio Officina©

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