AUTORI

Alberto Guidorzi

Alberto Guidorzi

Agronomo, ha studiato Scienze agrarie presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, e vive attualmente a Sermide, nel Mantovano. Scrive sui magazine "Agrarian Sciences", "Salmone" e "La Valle del Siele"

Gli articoli di Alberto Guidorzi

Il vischio tra magie antiche e moderne

Da una parte le leggende mitologiche, dall’altra, oggi, la cosiddetta “medicina antroposofica” che propugna l’efficacia del vischio sulla salute, senza che vi siano studi scientifici a provarla. Sembra essere semplicemente un placebo, tutto qui. Vi sono in realtà studi che dimostrerebbero gli effetti allergici del vischio, ma spesso passano sotto silenzio perché il medico oncologico non sa che il paziente assume preparati a base di vischio

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Coltivare con la luna

Ha davvero senso oggi tirare in ballo l’influenza che il nostro satellite eserciterebbe sul buon esito delle attività agricole? Si tratta senza dubbio di una radicata credenza popolare che rimane sempre viva e attuale. Infatti c’è chi assicura effetti miracolosi sul suolo coltivato, e chi sostiene che vi siano giorni e ore della giornata in cui è proibito operare. Occorre crederci davvero? Cosa dice al riguardo la scienza fisica moderna, la stessa ci ha permesso di andare sulla luna?

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Norman Borlaug e Nazareno Strampelli, due rivoluzionari verdi

Gli uomini del progresso. Sicuramente qualcuno considererà quasi blasfemo accostare Borlaug (1914-2009) a Strampelli (1866-1942), io invece sono del parere opposto ed è per questo che nell’articolo li accosto durante il loro percorso umano e scientifico. Un primo vanto da imputare a Strampelli fu quello di avere dato credito alla genetica mendeliana quando ai suoi tempi neppure i centri del sapere universitario ne conoscevano i fondamenti o li ripudiavano. In ben altro contesto operò Borlaug. (Seconda puntata, continua)

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Nikolaj Ivanovič Vavilov

Gli uomini del progresso. Iniziamo, a partire da questo articolo, una serie di ritratti dedicati ai personaggi che hanno fatto la storia, partendo da un agronomo, botanico e genetista russo di grande valore, noto, tra l’altro, per aver dato il via alla prima “banca delle risorse genetiche”. Accusato di spionaggio e boicottaggio dell’agricoltura sovietica, imprigionato e condannato a morte, morì di fame in carcere, nel 1943. Riabilitato dalla corte suprema sovietica nel 1955, è il classico esempio dei rapporti, spesso conflittuali, tra scienza e ideologia (Prima puntata, continua)

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Il Km 0? Vale zero

Il localismo è un’aberrazione economica ed ecologica. Dietro vi è una grande componente ideologica ma, nonostante tale spinta, il km 0 è destinato a restare una nicchia. Le leggi dell’economia in un mercato libero non sono d’altra parte forzabili. I sindacati agricoli, pressoché parassiti del settore, lanciano il diktat del “piccolo è bello”, ma non c’è da illudersi. L’inconsistenza economica degli acquisti a “Km zero” è una realtà certa

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Già, ma allora non raccontavo bugie sul biologico italiano!

Le incongruenze del biologico italiano evidenziate nero su bianco in vari articoli apparsi su Olio Officina Magazine, ora emergono anche in Francia. Nel Paese d’Oltralpe il biologico ha superato i 2 milioni di ettari e pressoché il 10% degli agricoltori vi lavorano.  Tuttavia, vale la pena decrittare tali dati perché solo così si evidenziano criticità e contraddizioni troppo spesso taciute dalle lobby del settore e soprattutto dai media

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L’iceberg della biodinamica

Rispiritualizzare l'umanità attraverso l'agricoltura. Nei trattati sul tema, i pianeti sembrano svolgere un ruolo vitale. Rudolf Steiner avrebbe forse messo in luce influenze planetarie che sono ancora incomprese oggi? Siamo semplicemente nel mondo della magia! Come si spiega che un tale delirio sia condiviso da persone che sembrano perfettamente razionali?

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È conveniente il biologico?

Solo una sana imprenditorialità, e non certo l’ideologia, posso indurre l’agricoltore a decidere nella maniera giusta. Dalla Francia l’esempio emblematico di chi ha valutato l’opportunità o meno di aderire al biologico. Dopo attenta analisi, si evince che produrre bio costa di più e che l’agricoltore non può rinunciare a vendere il proprio prodotto più caro. Per contro, la Gdo può permettersi di attirare il cliente allettandolo con prodotti bio meno cari, perché tanto ci guadagna lo stesso, attirandolo e vendendogli altro. Il consumatore, di fatto, non è certo disposto ad acquistare a prezzi troppo elevati

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Sul biologico, tutta la verità

L’ideologia? Non sempre usa la logica. A sostenerlo è l’agronomo Alberto Guidorzi, che risponde a una lettera aperta dell’imprenditrice Francesca Petrini sulla diatriba biologico/convenzionale. Il quale scrive: a differenza dell’imprenditrice marchigiana, che dimostra di aver abbracciato in toto l’ideologia del biologico, io ho intuito subito che alla base vi erano tanti “bobos” e tanti profittatori

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Cosa significa mangiare bio

L’analisi approfondita di un fenomeno per tentare di comprendere i motivi per cui la domanda di biologico si sta sviluppando sempre più.  Le cause di tanto successo, a ben riflettere, sono da ricercare nell’ambito delle “paure alimentari”. Il consumatore è ossessionato dal reperire una nuova cultura culinaria individuale e quando pensa di averla trovata arriva un altro messaggio, che in sintesi dice: “hai sbagliato tutto”

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La moda del vino biodinamico

“Corno letame” e “corno silice”. Si riempiono le cavità di corna di vacca con del letame o con polvere di quarzo, per poi interrarle. Oggi in molti ne parlano, ma senza conoscere la realtà, con le sue molteplici contraddizioni. La ciliegina sulla torta viene dal Politecnico di Milano: una istituzione scientifica altamente qualificata fa carta straccia del proprio blasone dando voce e legittimazione a una pseudoscienza con derive eugeniste e razziste

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Il mio è “più bio” del tuo

È in corso una specie di gara, conseguenza del fatto che il “biologico” si è trasformato in una “religione”, per giunta settaria. Il mantra più gettonato è la migliore ecosostenibilità ambientale. Per darne risalto, si demonizza l’agricoltura convenzionale, senza alcuna distinzione tra cattiva e buona agricoltura. Intanto prende piede la teoria del “non fare”, o “del non fare a metà”, mentre sempre nel nome del bio, si profilanoforme di vero e proprio sfruttamento e business

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Un’agricoltura poco evangelica

L’agricoltura biodinamica è un non-metodo agricolo fondato su riti sciamanici e forze cosmiche. Eppure il quotidiano della Santa Sede, L’Osservatore Romano, ha ospitato un articolo che fa molto riflettere su come l’agricoltura, in tutti questi anni, sia stata tradita proprio da quella classe di intellettuali che dovrebbe essere più attenta a non incorrere in gravissimi errori. Sarebbe invece utile vigilare affinché non si rilancino informazioni inattendibili e non verificate

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Bio, la verità non piace

Ciò che in alcuni manca, e tra questi vi è il presidente di Federbio Carnemolla, è l’idea che si possa fare un’agricoltura professionale, ecocompatibile e benemerita verso la collettività, in quanto fornisce cibo per tutti e per tutte le borse. Si dovrebbe rendere di pubblico dominio che la certificazione bio è solo una certificazione di processo, non di risultati. Ciò che di altamente qualitativo si attribuisce al cibo biologico non ha nessuna base di verità scientifica. Resta intanto un dato di fatto inconfutabile: ai sistemi biologici è imputabile il più grande disastro moderno provocato dall’alimentazione

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Bio, meglio tardi che mai

Il decreto sulla razionalizzazione della normativa sui controlli del biologico pone molti interrogativi. Si fa largo il sospetto che i consumatori oltre a pagare carissimo ciò che hanno comprato per 23 anni, non siano stati adeguatamente tutelati. Ha senso incaricare nuovi controllori di controllare altri controllori nel loro lavoro di controllo dei controllati? Non sarebbe opportuno disfarsi di ben 18 organismi di controllo privati e averne solo uno istituzionale?

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Signori, questa è la realtà del biologico!

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Troppa ignoranza

Il giornalismo affronta i temi agricoli senza conoscerli. Manca una conoscenza della materia, come dimostra un articolo di Marco Mangano apparso sul quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno", in merito alla rovinosa gaffe di Coldiretti sugli olivi Arbequina coltivati in Puglia.  Siamo a livello di veder falsata la realtà perchè se facessimo autarchia, come auspica la nota lobby agricola, ci sarebbero metà di italiani che mangia e metà che non mangia

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Il Km 0 è un bluff?

Alimentazione sostenibile e circuito corto vanno necessariamente sempre assieme? Il reperimento del cibo in un raggio di 80 km e con un solo intermediario tra produzione e consumo è davvero l’optimum? Spesso il consumatore viene fuorviato da analisi più ideologiche che obiettive e scientificamente condotte. Ecco allora una minuziosa indagine sul tema

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Le verità sottaciute del “biologico”

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Dio non rifiuta gli Ogm

Forse sorprenderà, ma la Chiesa Cattolica non è per il “senza”, ma per il “con”. La paura di avvelenarsi? È solo l’uomo che si arroga il diritto di alimentare la paura di una inventata tossicità. Vero è, però, che Dio è immortale! Alcune preziose riflessioni intorno a un recente documento ecclesiale

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