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L’aceto balsamico sloveno? Non è possibile

Si avverte l’urgenza di contrastare abusi di un nome storico. Il caso della Slovenia, con l’introduzione nel proprio ordinamento di una norma in contrasto con il diritto comunitario, preoccupa non poco il Consorzio di tutela dell'Aceto Balsamico di Modena. Nella questione sono coinvolte le istituzioni italiane, che hanno dichiarato di intervenire, qualora ce ne fosse bisogno, anche attivando la procedura di infrazione prevista dal Trattato europeo. L'onorevole Filippo Gallinella mantiene una posizione ferma in merito, e sostiene che dobbiamo difendere le nostre eccellenze anche sui mercati digitali, impegnandoci in una battaglia corale

Olio Officina

L’aceto balsamico sloveno? Non è possibile

Questione slovena ancora in primo piano per il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena che il 15 Dicembre in diretta streaming ha riunito i propri soci per l’assemblea di fine anno, durante la quale si è altresì parlato dello stato avanzamento lavori del Passaporto Digitale, dell’aggiornamento in materia di tutela legale delle Denominazione e presentato i dati relativi alle attività di monitoraggio e vigilanza digitale svolta nel 2021.

Il focus principale si è tuttavia concentrato sulla spinosa questione della norma tecnica slovena relativa alla produzione e commercializzazione di Aceto Balsamico, sulla quale le Istituzioni italiane hanno espresso la ferma intenzione di intervenire anche a costo di attivare la procedura di infrazione prevista dal Trattato.

“A nome del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena – ha premesso il Presidente Mariangela Grosoli – mi preme rivolgere un particolare ringraziamento a tutti i rappresentanti politici che fino ad oggi, a vari livelli, si sono molto spesi nella difesa della nostra Denominazione. Molto c’è ancora da fare ma sono certa che unendo le energie di tutti riusciremo ad uscire da questa impasse. Dal momento che l’intento è comune e dunque la strategia ampiamente condivisa, adesso il fattore determinante diventa il tempo: non c’è un minuto da perdere, c’è da agire con immediatezza per non mettere in difficoltà il nostro comparto”.

Tra i maggiori sostenitori dell’importanza di contrastare l’iniziativa legislativa della Slovenia – che a luglio ha introdotto nel proprio ordinamento una norma in palese violazione del diritto comunitario – c’è il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio, che ieri è tornato a ribadire l’importanza dell’impegno congiunto delle Istituzioni, del mondo politico e del Consorzio: “Ci stiamo facendo tutti in quattro, chi per territorialità chi per competenza, senza colori politici. È vero che ci sono urgenze politiche ed istituzionali importanti ma è anche vero che ci sono tante aziende da tutelare e da aiutare. Nelle prossime settimane chiederemo al Presidente del Consiglio, di autorizzare l’avvio della procedura d’infrazione prevista dal Trattato. La Slovenia, infatti, procede velocemente con la produzione di aceti balsamici “tarocchi” e ingannevoli per i consumatori europei. Stiamo lavorando su un doppio canale: uno istituzionale con la Presidenza del Consiglio ed uno più prettamente Mipaaf insieme ad Icqrf. Inoltre, vorremmo a breve istituzionalizzare una cabina di regia a livello nazionale interministeriale, per coinvolgere non solo il Mipaaf ma anche il Mise, il Ministero degli Esteri e di volta in volta i ministeri interessati, nella creazione di una task force che ci permetta di essere pronti e reattivi se e quando ci troveremo di fronte a situazioni analoghe”.

Condivisibile l’auspicio di poter tentare la carta della mediazione attraverso l’autorevolezza del Presidente del Consiglio Mario Draghi anche per la Deputata della Lega On. Benedetta Fiorini, rappresentante del territorio modenese da sempre in prima linea nella difesa delle sue eccellenze e delle sue filiere.

“Anche se in questo momento le priorità istituzionali possono sembrare altre – ha spiegato – noi continueremo, ciascuno per la propria parte e con il proprio ruolo, ad essere presenti nelle sedi più opportune e a portare avanti le battaglie dei territori e delle filiere che stiamo seguendo. Siamo qui per ribadire la determinazione e la serietà del lavorare in squadra, nonché l’importanza dell’essere sempre presenti per incalzare i tempi lunghi della burocrazia e della diplomazia. Mi auguro che già entro fine anno possano esserci delle risposte positive alle nostre istanze”.

Si rinnova quindi l’invito a non abbassare la guardia sulla difesa delle proprie Denominazioni anche da parte del Presidente della XIII Commissione Agricoltura alla Camera On. Filippo Gallinella, che ha ribadito un concetto in particolare, quello dell’appetibilità del Made in Italy. “Il legislatore comunitario è dal 1992 che difende tutte le Denominazioni, tuttavia le nostre subiscono attacchi di continuo proprio perché l’italianità si vende bene, unitamente alla nostra cultura del cibo. Ci dobbiamo difendere legalmente, anche sui mercati digitali, con una battaglia di squadra senza sosta, provando per quanto possibile a non andare in tribunale. Confidiamo dunque che l’intervento del Presidente del Consiglio possa sbloccare la situazione che diversamente ci vedrà costretti a combattere fino alla Corte di Giustizia. In ogni caso, da parte nostra ci sarà sempre il massimo supporto per difendere ciò che i nostri imprenditori hanno costruito nel tempo. Ringrazio il Consorzio per aver contribuito a portare in Parlamento in maniera ufficiale una tematica che era già all’attenzione del Governo e dei singoli parlamentari, ma che ci ha permesso di far sapere a tutti, attraverso le Commissioni i cui lavori vengono trasmessi in streaming, che stiamo lavorando su più fronti per la difesa dell’italianità”.

L’assemblea dei Soci tenutasi ieri, ha rappresentato altresì l’occasione per illustrare i risultati delle attività del Consorzio nel corso del 2021. A farlo è stato il Direttore del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Federico Desimoni che, tra le altre cose, ha posto particolare attenzione sui dati relativi alle attività di monitoraggio e vigilanza digitale nazionale ed internazionale.

“La pandemia ha messo in crisi i comuni modelli organizzativi e operativi dell’attività di vigilanza e di repressione delle frodi. Partendo da questa consapevolezza, siamo riusciti a trasformare questa criticità in un’opportunità per avviare un progetto innovativo di digitalizzazione che ha portato alla creazione di sistemi di vigilanza e repressione, operativi a livello globale, di grande efficacia. Sono i risultati e i numeri a confermarlo”.

Si ringrazia per la notizia Marzia Morganti Tempestini

Foto in apertura e all’interno del sito Consorzio Aceto Balsamico di Modena, accessibile cliccando QUI

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