Codice Oleario

Sul perché i claim salutistici non vengono riportati in etichetta

Tutti a dire l’olio extra vergine di oliva fa bene, in quanto assicura e garantisce benessere e salute, oltre a certezza di bontà di sapori e profumi. C’è solo un problema, piuttosto paradossale. Nonostante il via libera di Efsa e Fda, i tanto desiderati claim salutistici nessuno li vede impressi sulle etichette. C’è un perché. Lo spiega la professoressa Tullia Gallina Toschi

Olio Officina

Sul perché i claim salutistici non vengono riportati in etichetta

In occasione di Olio Officina Festival 2020, lo scorso 8 febbraio, il direttore Luigi Caricato e la professoressa Tullia Gallina Toschi hanno avuto un intenso dialogo, che abbiamo riportato, passo dopo passo, qui su Olio Officina Magazine, evidenziando con grande risalto il pensiero della docente dell’ateneo bolognese.

Riportiamo questa settimana la parte riguardante un aspetto molto delicato quanto importante e fondamentale, quello riguardante i claim salutistici relativi agli oli da olive, ricordando, nel frattempo, che in fondo a questo articolo si trovano anche i link che rimandano alle precedenti puntate, che vi consigliamo ovviamente di leggere, anche perché esprimono la giusta traiettoria da seguire per tutti coloro che credono fortemente nel valore alimentare, nutrizionale, sensoriale, culturale e simbolico dell’olio ricavato dalle olive.

Questa volta, dunque, si affronta la questione dei claim salutistici. Ed è una questione seria, in quanto, nonostante sia possibile da tempo riportare i claim in etichetta, nessuno di fatto lo fa. È evidente che ci si chieda il perché di questa ritrosia.

L'olio extra vergine ne ha tre di claim:

1) i polifenoli

2) la vitamina E - entrambi riducono l'ossidazione dei lipidi

3) l'acido linoleico (abbassa la colesterolemia)

“Penso sia qualcosa di veramente incredibile e paradossale che non si trovino i claim salutistici sulle confezioni degli oli extra vergini in commercio”, ha avuto modo di sostenere Luigi Caricato sul paco di Olio Officina Festival 2020. “Reputo che sia veramente grave - ha aggiunto - il fatto che vengano puntualmente ignorati, nonostante sia l’Efsa, sia l’Fda li abbiano entrambi autorizzati.  Forse questa reticenza è dovuta al timore, da parte delle aziende confezionatrici, di incorrere in possibili sanzioni da parte di organismi di controllo a volte professionalmente poco preparati?”

La professoressa Gallina Toschi ha risposto rassicurando che presto si arriverà ad avere in etichetta i tanto attesi e desiderati claim salutistici. “Ci arriveremo con il progetto Oleum”, ha detto. “Nel senso che abbiamo proposto un metodo, e anche una metodica, per calcolare il dosaggio, in modo da mettere a riparo le aziende da eventuali contestazioni”.

“Se tale metodo – ha precisato la professoressa Gallina Toschi – verrà riconosciuto, tutto si sistemerà. Siamo al momento in attesa, perché è in corso di validazione il metodo. Quindi tale metodo verrà in seguito portato al Coi, e successivamente in DG Agri all’Unione europea, e si vedrà pertanto se sarà riconosciuto il metodo relativo al dosaggio dei polifenoli. Se così sarà, se il rifermento diventerà il metodo ufficiale cui stiamo da tempo lavorando, allora non ci sarà più qualcuno che potrà dire: no, il risultato non è conforme a quanto dichiarato in etichetta”.

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“È chiaro – ha precisato la professoressa dell’ateneo bolognese –  che il problema può rimanere quello della shelf life, ma è un problema che tuttavia riguarderà di conseguenza anche tutti gli altri parametri. Ecco, la questione vista dall’esterno sembra effettivamente incredibile, ma il problema sta tutto nel mettersi d’accordo sul calcolo delle sostanze fenoliche. Speriamo di arrivare il prima possibile alla fine di questo percorso. Se tutto andrà bene, ritengo che dovremmo arrivarci proprio quest’anno. Pensiamo di presentare presto il metodo con gli sviluppatori in Italia, e quindi, a questo punto, speriamo che il problema della manca dei claim salutistici in etichetta sia punto sia da considerarsi risolto”.

[3, continua]

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In apertura, illustrazione di Angelo Ruta, contenuta nel libro Il racconto dell'olio, di cui è autore Luigi Caricato, volume edito nel 2002 per conto dell'Unione europea ©

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