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L’olio 2020 di Palazzo di Varignana raccontato per immagini e parole

Sui colli bolognesi, l’azienda agricola del prestigioso resort che vanta il più grande oliveto di tutta l’Emilia Romagna, esteso su oltre 150 ettari, racconta l’identità di un territorio vocato attraverso tre sue cultivar autoctone: Ghiacciola, Nostrana di Brisighella e Correggiolo, che diventano rispettivamente Claterna,Vargnano Stiffonte

Olio Officina

L’olio 2020 di Palazzo di Varignana raccontato per immagini e parole

Ogni anno l’olivagione cattura l’attenzione degli appassionati di un alimento unico e speciale qual è l’olio extra vergine di oliva. Un’azienda agricola tra le più innovative in Italia, interna la Palazzo di Varignana, collocata in una regione che ha da sempre coltivato l’olivo, è tempo di olio nuovo e si fa di tutto per presentarlo nel migliore dei modi possibili, un vero esempio per tutte le aziende agricole. Per esempio, l’idea di raccontare l’olio attraverso una serie di incontri, che eccezionalmente, per via dell’emergenza sanitaria in atto, si svolgono via web, anche se l’azienda non rinuncia mai a ricorrere a tutti i mezzi, ritenendo importanti i canali digitali, in modo da raggiungere più pubblico possibile, anche coloro che non hanno modo di presenziare e soggiornare in prima persona presso l’accogliente e lussuoso resort Palazzo di Varignana.

Nell’esclusivo resort sui colli bolognesi l’olio torna protagonista proprio ora che si sta cercando di ottenere il riconoscimento dell’Igp Colli di Bologna.

Ecco allora gli extra vergini – e permetteteci di sostenerlo con convinzione perché degustati anno dopo anno con grande apprezzamento – espressione di tre differenti varietà, da cui, appunto, i monocultivar della campagna olearia 2020 Claterna, Vargnano e Stiffonte

Tanti i premi ottenuti da più parti, segno di una qualità riconosciuta e apprezzata unanimamente.

L’azienda è giovane, è nata precisamente nel 2015, avviando subito un ambizioso progetto agronomico che ha portato ad avere oggi in Emilia Romagna il più grande oliveto regionale. Grande nel senso che si tratta di oltre 150 ettari di superficie, comprendente una serie di poderi che cingono il resort come una corona. 

C’è dunque, come giustamente sostengono in azienda, qualità e quantità. Di fatto questa iniziativa, lodevolissima ridisegna il paesaggio della regione, ma lo fa riprendendo il passato, riattualizzandolo, riportando in essere, coltivandole, le antiche varietà autoctone che presidiano i colli bolognesi. 

Oltre ai tre monocultivar, vi sono anche due speciali blend anch’essi di “altissima qualità”. Lo sostengono loro, in azienda, e lo confermiamo noi, per averli degustati e apprezzati.

 

COME È ANDATA L’ANNATA OLEARIA 2020?

 Secondo Aleandro Ottanelli, oleologo di Palazzo di Varignana, l’loivagione 2020“si è contraddistinta per frutti perfetti e risultati qualitativi eccellenti, con una maturazione precoce delle olive dovuta a un’abbondante fioritura primaverile, seguita da un’estate asciutta. La raccolta – ha precisato Ottanellli – ha avuto inizio nei primissimi giorni di ottobre con le varietà più precoci quali Maurino e Leccino, per poi proseguire con le cultivar più identitarie del territorio come la Nostrana e la Ghiacciola. Entro poche ore dal momento della raccolta, le olive sono state frante per preservare ed esaltare i profumi e sentori identificativi delle singole cultivar”. Ciascuna cultivar, come si sa, esprime fedelmente una propria identità, un profilo sensoriale riconoscibile, ma che per l’influenza degli eventi climatici stagionali si traduce ogni volta in un olio in qualche modo diverso, proprio “come una tavolozza composta da varie sfumature di verde, con tonalità olfattive che spaziano dai fruttati medi a quelli intensi”.

 

I SAGGI ASSAGGI DEGLI OLI DI PALAZZO VARIGNANA

Comunicare è la parola d’ordine a Palazzo di Varignana, e infatti non a caso hanno pensato bene di organizzare quattro lezioni interattive di storia e degustazione a cura del Master sommelier Maurizio Saggion. Tutto è organizzato alla perfezione: si parte dal Kit degusto, al cui interno vi sono quattro oli extra vergine di oliva e il bicchierino assaggiaolio

La prima lezione si è svolta lo scorso 26 novembre, quella conclusiva si terrà il 17 dicembre.Potete informarvi cliccando QUI. Ma ora, spazio alle tre monocultivar, con le presentazioni della stessa azienda.

 

“CLATERNA", IL MONOCULTIVAR GHIACCIOLA

Viene ritenuta la “punta di diamante” della produzione di Palazzo di Varignana. ll "Claterna", Monocultivar Ghiacciola è realizzato con una singola varietà di oliva tipica dell'Emilia Romagna, la Ghiacciola appunto. Pluripremiato dalle principali guide di settore e vincitore di molti prestigiosi concorsi, nazionali e internazionali.Frutto di una raccolta a mano da piante di circa sei anni, il Claterna si caratterizza per il suo fruttato intenso, perfetto da abbinare a bruschette, tartare di pesce, arrosti di pesce e carne alla griglia. Si presenta all’olfatto avvolgente con sentori erbacei freschi e di foglia di pomodoro. Al palato denota una complessità che spazia da erbe aromatiche a mandorla fresca; all’apertura risulta dolce, segue un piccante deciso.

 

“VARGNANO", IL MONOCULTIVAR NOSTRANA

È un olio ottenuto dalle sole olive della cultivar Nostrana di Brisighella, raccolte precocemente a mano a inizio ottobre. Particolarmente indicato per esaltare piatti a base di carpaccio e tartare di pesce, tartare di manzo, legumi bolliti, arrosti di pesce.  Di colore verde chiaro brillante, al naso si avvertono eleganti note aromatiche di erba appena tagliata e di carciofo, che proseguono al palato con notevole persistenza. Chiude un piccante di oliva verde molto elegante. Diversi i premi ricevuti.

 “STIFFONTE": IL MONOCULTIVAR DI CORREGGIOLO

È un olio monovarietale realizzato con cultivar Correggiolo, tipica dell’Emilia Romagna.Le olive sono state raccolte la seconda decade di ottobre, quando erano al 50% dell’invaiatura. L’olio è ideale con verdure fresche e gratinate, carpaccio, zuppe di legumi bolliti; ottimo su carni di cacciagione e alla brace. Si caratterizza per un piccante e amaro di grande intensità, a cui segue un fruttato medio con spiccate note di cardo ed erbe aromatiche.

 Le foto sono di Palazzo di Varignana.  Si ringrazia Nemo Monti

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