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Tutta la decisa personalità in purezza del Trisole de Il Frantolio

Saggio assaggio. Una originale versione dell'olio pugliese. L'incontro con il naso rivela un preciso sentore di foglia di pomodoro e carciofo, ma anche di noce moscata e pepe rosa. L'extra vergine monocultivar di Pietro D'Amico di Cisternino

Alessia Cipolla

Tutta la decisa personalità in purezza del Trisole de Il Frantolio

L’azienda Il Frantolio, della famiglia D’Amico, è una azienda moderna dall’anima innovativa.

Certificata biologica dal 1998, è profondamente legata alla terra di Puglia.

Adiacente al frantoio si trovano i caratteristici trulli di proprietà, dove vengono organizzate le degustazioni.

I D’Amico producono olio dal 1917 a Cisternino, nel cuore della Valle D’Itria, e conta su circa 50 ettari e 6 mila piante di ulivi, principalmente secolari, delle tipiche varietà della zona: Coratina, Ogliarola, Cellina di Nardò, oltre a Cerasola, Fasola, Corna Leucocarpa e due olivastri selvatici tipici della macchia mediterranea.

L’olio Trisole, il prodotto di punta, in questa versione prodotto dalla monocultivar Coratina, è fatto con olive raccolte prevalentemente con brucatura a mano da metà ottobre a metà dicembre e opportunamente selezionate.

Vengono raccolte a metà invaiatura, quando stanno per cambiare colore, affinché si mantengano intatte le peculiarità espressive delle olive, e vengono molite entro le 8/10 ore dalla raccolta.

Estratto a freddo, non filtrato e certificato bio, si presenta di un bel giallo paglierino intenso; al naso un preciso sentore di foglia di pomodoro e carciofo, ma anche di noce moscata e pepe rosa; in bocca ha carattere deciso, ricco, intenso, con aromi vegetali di rucola e mandorla amara.

Azienda agricola biologica Pietro D’Amico – Il Frantolio

Olio extra vergine di oliva Trisole

Dove: Cisternino, Ostuni, Brindisi, Puglia

Casa virtuale: ilfrantolio.com

Olivaggio: Coratina

Bottiglia: 500 ml

Prezzo al pubblico: euro 9,50

Abbinamenti: per condire legumi e verdure cotte, primi piatti e carni grigliate.

Questa recensione è possibile leggerla anche sul numero 24 del mensile Oliocentrico, rivista edita da Olio Officina

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