Terra Nuda

Questione dazi. Secondo Cia-Agricoltori italiani, dopo accordo USA-UK, ora anche l’UE superi l’impasse

Export agroalimentare del Made in Italy negli Stati Uniti è a quasi 5 miliardi. In una notra diffusa dall'organizzazione agricola, è necessario tornare al dialogo e al multilateralismo

Olio Officina

Questione dazi. Secondo Cia-Agricoltori italiani, dopo accordo USA-UK, ora anche l’UE superi l’impasse

Superare l’impasse nelle relazioni commerciali tra Ue e Stati Uniti creata dai dazi Usa per la questione Airbus-Boeing, con l’obiettivo di sostenere l’export agroalimentare che già combatte con gli effetti della pandemia, ancora di più alla luce dell’accordo appena raggiunto tra Washington e Londra. Così Cia-Agricoltori Italiani commenta la notizia della sospensione di quattro mesi delle tariffe aggiuntive tra Usa e Regno Unito, che coinvolgono anche cibo e bevande come whisky e formaggi, con l’obiettivo di giungere a una risoluzione definitiva delle controversie presso il Wto.

“Il nostro auspicio è che ora la Commissione Ue acceleri e rafforzi le iniziative per arrivare al medesimo risultato con l’amministrazione Biden -spiega il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino – segnando finalmente un ritorno al dialogo e al multilateralismo, attraverso accordi e decisioni condivise sulla vicenda Airbus e Boeing, per sorpassare l’incubo dazi doganali e ampliare, invece, le opportunità di creare ricchezza attraverso l’export, prima di tutto quello Made in Italy”.

L’agroalimentare, d’altro canto, è un settore particolarmente sensibile agli scambi commerciali, con un export che vale oltre 42 miliardi di euro nel 2020. E proprio gli Stati Uniti rappresentano un mercato assolutamente strategico per le esportazioni di cibo e bevande tricolori, con un valore complessivo vicino ai 5 miliardi.

Ancora di più in questa fase storica, segnata dal Covid, “è urgente favorire accordi commerciali multilaterali e bilaterali. Trattative -evidenzia il presidente di Cia- che possano trasformare il valore riconosciuto dal consumatore finale in valore economico per le imprese agricole e che includano, sempre e in modo inequivocabile, il rispetto del principio di reciprocità delle regole commerciali”.

La foto di apertura è di Olio Officina

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