Festival

Una finestra sul mondo e uno sguardo oltre il nostro pianeta

A Olio Officina Festival si parte - da fermi, nelle sale della Fabbrica del Vapore a Milano -  per un interessante viaggio alla scoperta degli "oliveti impossibili", quelli per esempio di Pakistan, India, Cina, Argentina. E poi non si trascura il passato, per capire la storia delle innovazioni attraverso un focus sui brevetti delle macchine della produzione dell’olio, in modo da comprendere come sia possibile prospettare nuove invenzioni in un settore che può apparire già ampiamente testato e compiuto. E infine, tante altre realtà, alcune perfino spaziali, nel tentativo di coltivare piante oltre il pianeta Terra, creando un ecosistema artificiale dove produrre cibo in condizioni estreme

Olio Officina

Una finestra sul mondo e uno sguardo oltre il nostro pianeta

Non c’è futuro senza una rievocazione del passato. Così, per capire la storia delle innovazioni, ci sarà, a opera dell’archeologo industriale Antonio Monte, un focus sui brevetti delle macchine della produzione dell’olio, per comprendere come, attraverso una serie di sperimentazioni, sia possibile prospettare nuove invenzioni anche in un settore che può apparire già ampiamente testato e compiuto.

A Olio Officina Festival si apre una interessante finestra sul mondo andando alla scoperta degli “oliveti Impossibili“, quelli per esempio di Pakistan, India, Cina, Argentina, in una sorta di viaggio tra parole e immagini nei luoghi più insoliti in cui si coltivano gli olivi, in una visione futurista e alternativa alla tradizione. L’appuntamento è per sabato 2 marzo alle 10, con l’intervento dell’oleologo Aleandro Ottanelli, dell’Università di Firenze.

Le nuove frontiere si estendono a temi interessanti. Per esempio, sabato 2 marzo alle 11, con Stefania Del Pascale – astroagronoma, professore ordinario di Orticoltura e floricoltura all’Università Federico II di Napoli – che interviene in merito all’agricoltura spaziale nel tentativo, non così peregrino, di coltivare piante oltre il pianeta Terra: la scienza infatti offre oggi la concreta possibilità di creare un ecosistema artificiale per produrre cibo in luoghi ritenuti estremi. Sempre sabato, ci sarà la patologa vegetale Lodovica Gullino che approfondisce il concetto del prendersi cura delle piante per avere a cuore anche il nostro benessere. Mentre, alle 16.45, si affronta il tema della conservazione dell’olio (e del vino) nelle profondità marine: dopo il successo degli underwater wines, la sperimentazione del metodo Jamin di conservazione sottomarina ha riguardato anche l’olio. Il punto sarà fatto con Antonello Maietta ed Emanuele Kottakhs, rispettivamente presidente e fondatore di Jamin.

In apertura, illustrazione di Valerio Marini per Olio Officina

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