Saperi

Misurarsi con le difficoltà, per rinnovarsi

Barbara Ricca, della segreteria Onaoo, ha attraversato un periodo lungo trent’anni nella storica organizzazione di assaggiatori imperiese. Dietro le quinte, ma da protagonista. Visto il periodo nero che il mondo dell’olio, e il Paese, attraversano, ritiene che lo scatto d’orgoglio per la rinascita possa partire solo da due elementi cardine: formazione e informazione

L. C.

Misurarsi con le difficoltà, per rinnovarsi

Barbara Ricca è nata a Imperia e segue la segretaria Onaoo, la storica scuola di analisi sensoriale applicata agli oli di oliva, da trent’anni. “Grazie a Lorenzo Guardone – precisa – allora direttore dell’organizzazione, che mi ha voluto al suo fianco, all’inizio del suo mandato. Da allora – ci confida – cerco di essere sempre presente sul posto di lavoro e di fare il mio dovere, portando avanti la segreteria nei migliori dei modi, creando ogni giorno un progetto diverso, insieme a persone di spessore culturale e umano. Questa è la forza che mi tiene in un ufficio tante ore, e da tanti anni. Anche con la nascita dei miei due bambini, Francesco e Fabio, sono riuscita a rendere compatibile la vita della famiglia con il mondo del lavoro. Ovviamente devo ringraziare sia Pietro, mio marito, che tutta la mia famiglia per supportarmi in tutto.

I tratti migliori della personalità. Credo lo si debba chiedere a chi mi conosce. Come si dice “chi si loda s’imbroda”. Ritengo comunque di essere abbastanza altruista, e spero di riuscire a dimostrare, a tutte le persone che mi circondano, la sensibilità che sento di possedere.

Le virtù abitualmente coltivate. Il coraggio. Purtroppo le varie avversità e vicissitudini della mia vita sono state occasioni per rendermi più forte e matura, e di conseguenza in grado di affrontare il mondo con tanta fermezza.

I limiti, le pecche maggiori, gli impulsi più incontrollati del carattere. Sono molto istintiva, forse troppo. Alcune volte mi manca il senso della diplomazia, un comportamento che porta a penalizzare le mie idee e a dar luogo a fraintendimenti.

I vizi ai quali non si intende rinunciare o, pur volendo, non si riesce a rinunciare. Se parliamo dei vizi capitali direi la gola e, a volte, l’ira, anche se si tratta comunque di collera momentanea.

Un ricordo dell’infanzia. Il profumo del sugo di mia nonna quando tornavo a casa da scuola.

Ora si passa al lavoro. Da quanto, e perché, si occupa di olio. Mi occupo di olio di oliva da trant’anni, da quando sono entrata in Onaoo. Sono nata in Liguria, a Imperia, famosa per la produzione e il commercio di olio. La mia passione nasce dal contatto quotidiano con questa terra e i suoi famosi terrazzamenti per coltivare le splendide piante di olivo.

Se crede davvero nel proprio lavoro. Se c’è ancora un sano senso di entusiasmo. Se qualcosa crea turbamento e impensierisce. Certo che ci credo, altrimenti non lavorerei nello stesso campo da trenta lunghi anni. Questi sono periodi molto difficili, non solo per il mondo dell’olio di oliva. Il nostro Paese vive una profonda crisi e bisogna sapersi adeguare ai cambiamenti. Misurarsi con queste difficoltà, però, può portare al rinnovamento, all’evoluzione, ed è questo che stiamo cercando di fare come Onaoo.

Il comparto olio di oliva che non naviga in buon acque, con l’olio extra vergine di oliva divenuto ormai prodotto commodity. Se vi siano soluzioni per cambiare il corso degli eventi. E’ vero, purtroppo bisogna riconoscere che siamo in un momento ostico. È difficile chiedere a una famiglia italiana di investire più soldi in alimenti di qualità, ma credo sia importante investire nella propria salute nei limiti di quanto è consentito a ognuno di noi. Nello specifico, si ha ragione a definire l’olio di oliva come un prodotto commodity, ed è per questo che dobbiamo puntare sulla formazione e sull’informazione. Mi riferisco anche ai professionisti del settore alimentare, che spesso dimostrano pochissime conoscenze su un prodotto utilizzato fino dall’antichità nelle zone del Mediterraneo, ma che per molto tempo è stato confinato in secondo piano. Noi come Onaoo cerchiamo di fornire una consapevolezza a chi frequenta i nostri corsi; si tratta di una trasmissione di conoscenze che permettono di migliorare la qualità di ciò che stiamo cucinando e mangiando. È importante apprezzare un buon olio, così come si può apprezzare un buon vino.

A proposito di olio extra vergine di oliva. Al primo posto la qualità o l’origine? La qualità, ovviamente. Conoscere l’origine è altrettanto importante, ma vorrei sottolineare che esistono oli eccellenti da tutto il mondo.

L’olio da olive è un prodotto agricolo. Se tuttavia l’agricoltura è confinata in un ambito di marginalità, se si intravede una possibile occasione di riscatto per tale prodotto. Tutto il comparto agricolo dovrebbe riacquistare il giusto valore in Italia. Gli stranieri ci rispettano per il nostro passato, per la cultura, per la vasta offerta gastronomica delle regioni italiane. Dobbiamo imparare a valorizzare questa differenziazione con un’agricoltura più consapevole e di qualità, e anche le istituzioni dovrebbero dare il loro contributo, tutelare i nostri prodotti, non solo all’estero, ma anche qui in Italia. Solo quando si tocca il fondo si riesce a trovare la forza per risalire e questo corrisponde proprio a quel momento. Come ho già detto, il riscatto parte dalla formazione e dall’informazione.

Se si crede nei sogni. Se ve ne sia uno non ancora realizzato e che con ostinazione e instancabile coraggio si insiste nel coltivare. Ci credo molto, ma non posso rivelarli perché ho paura che non si realizzino.

Se sia possibile realizzare il sogno, o se sia una pura utopia. Spero davvero che non sia solo una pura utopia. I miei sono sogni che si possono realizzare col tempo, senza avere fretta.

Ciascuno di noi ha uno o più miti ai quali si affida per un proprio personale punto di riferimento. Quale, quali. Non ho dei miti. Stimo e apprezzo le persone migliori di me.

I libri, o il libro, fondamentali nella propria formazione. Nella mia vita ho letto molti libri, ma essendo una persona abbastanza pragmatica i veri insegnamenti li ho ricevuti, per quanto riguarda la vita, da mio padre e mia madre; mentre per il lavoro devo ringraziare i fondatori dell’Onaoo, uomini di grande spessore culturale.

Se si possa ancora salvare l’Italia. Sì, ci possiamo salvare, ma solo se inizieremo di nuovo a credere ai veri valori, quelli di una volta, dove le necessità non sono imposte dall’alto, ma corrispondono a necessità reali.

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