Mondo

Oddio, cosa è successo in Puglia?

E, soprattutto, cosa accadrà ora che le elezioni le ha vinte proprio chi ha penalizzato l’agricoltura e la sua economia. Come è stato possibile che gli imprenditori del settore non si siano curati di se stessi e delle proprie attività. C’è da sperare in un futuro diverso rispetto al passato malgoverno di Emiliano?

Olio Officina

Oddio, cosa è successo in Puglia?

Confessiamo che la politica a noi di Olio Officina ci puzza un poco. Abbiamo infatti inviato a quattro candidati alla presidenza della Regione Puglia tre domande, le stesse per tutti, e l’unico che ci ha risposto è stato Raffaele Fitto (QUI), che tuttavia ha perso lo scontro diretto con l’ombra funesta di Emiliano.

Nessuna risposta dalla rappresentante dei 5 Stelle Laricchia, come pure da Scalfarotto, altro candidato. Nel caso di Scalfarotto, il suo capo ufficio stampa si è mostrato tuttavia dispiaciuto per non aver visto in tempo utile la mail. Laricchia non ha mai risposto. Emiliano nemmeno a parlarne.

L’esponente del PD non ha avuto il coraggio di ammettere il proprio fallimento come governatore: unica regione in Italia a non usufruire dei fondi europei del Psr, per inadeguatezza, con grave danno per l’economia; inoltre, c’è anche da evidenziare la sua diretta responsabilità nella mala gestione della Xylella, batterio che ha decimato milioni di olivi, proprio mentre Emiliano aveva spavaldamente sposato la linea della sottovalutazione del fenomeno, addirittura accogliendo le istanze dei movimenti anti scientifici.

Eppure, il populismo più abietto, utile per cavalcare il facile consenso, è servito a Emiliano a riprendere il govermo della Puglia nell’indifferenza degli agricoltori, che non hanno mosso un dito per farsi valere.

Interessante la lettura, molto esplicativa, che ne ha dato l’agronomo Giovanni Melcarne, che è peraltro uno dei punti fermi nella lotta alla Xylella, con misure concrete e volontaristiche.

Melcarne, che è anche presidente del Consorzio di tutela della Dop Terra d’Otranto ce la sta mettendo tutta per non fare scomparire la coltivazione dell’olivo dal suo Salento, ma le aspettative non sono delle migliori se le Istituzioni non collaborano. Come nel caso di Emiliano.

Sul proprio profilo facebook Melcarne scrive in un primo tempo, il 20 settembre, la propria speranza: “Ho votato, come del resto ho sempre fatto, ma questa tornata elettorale è importante più che mai: si deciderà il futuro del mondo agricolo, del paesaggio e quindi anche di una parte importante dell’economia di questa Regione. È giusto – aggiunge Melcarne – che ognuno di noi si assuma la responsabilità delle proprie scelte. Lo dobbiamo ai nostri nonni e ai nostri figli.

Votare per essere artefici del proprio destino”. E scrive il giorno dopo, il 21 settembre, manifestando tutta la propria indignazione: “Breve analisi del voto per ciò che riguarda il settore di cui faccio parte. In provincia di Lecce due sono stati i candidati espressione del mondo agricolo. Uno nello schieramento di Raffaele Fitto e uno nello schieramento di Michele Emiliano.

La somma dei voti dei due candidati è circa 4.500. Praticamente per il mondo agricolo della provincia di Lecce Xylella non esiste. Per me questa è solo una conferma, ovviamente. Ah, Emiliano in questo c’entra poco e nulla. Come ho detto più volte, ognuno è artefice del proprio destino. E quando si rinuncia a esserlo, non resta che augurare un in bocca al lupo”.

Questa lucida analisi, al di là del fatto che le responsabilità di Emiliano sono nette e inequivocabili, e resta il fatto che gli agricoltori si siano di fatto dimostrati come al solito pavidi e incapaci di gestire il proprio futuro. Ed è proprio questo che ha messo la Puglia in una situazione intollerabile, abbandonata a se stessa per aver eletto un governatore che si è dimostrato incapace di gestire uno dei settori economici più significativi della regione, con grave danno per tutto l’indotto. Perché quando le aziende agricole non guadagneranno e abbandoneranno i campi tutte e altre categorie con quali risorse vivrà, forze con gli aiuti di sussistenza promessi dai populisti?

Qualcuno, nel PD, come ci informa Giovanni Melcarne la sua parte l’ha fatta. È il caso di Anna Rita Picci, la quale già lo scorso 11 settembre aveva rassegnato le proprie dimissioni della Segretaria del Circolo del Partito Democratico di Ruffano. Scrisse al riguardo Anna Rita Picci: “Non mi renderò mai complice di questo disastro economico, sociale e paesaggistico. Non mi riconosco in questa politica che non mette i problemi del territorio al centro della discussione”.

Punto, fine. Chissà cosa attenderà ora i pugliesi.

La responsabilità, è evidente, è tutta di chi ha votato Emiliano. Il nostro direttore, estraneo a ogni partito, ma non per questo estraneo alle vicende che affliggono il Paese, sul proprio profilo facebook ha espresso con grande evidenza la propria posizione in merito, esprimendo tutto il proprio personale e irato disappunto: “Confesso di provare grande disprezzo per chi ha votato Emiliano in Puglia. Dopo un governo disastroso, la regione in cui sono nato e che amo tanto arretrerà ulteriormente. Non immaginavo questo degrado sociale”.

E proprio di un degrado si tratta, perché di fronte all’evidenza, votare chi ha fallito al punto da non conseguire alcun risultato positivo in materia di agricoltura, significa soltanto distruggere ogni speranza per il futuro. La foto di Emiliano, tratta da Internet, con la quale chiudiamo questa provvisoria parentesi dedicata alla politica, è alquanto evocativa del personaggio in questione. Senza alcuna offesa per la persona, naturalmente. Sul piano politico, tuttavia, Emiliano resta un fallimento, pur avendo vinto le elezioni.

Ora, a scanso di equivoci, le responsabilità maggiori, a parte chi ha votato il candidato che meno meritava, sono al solito dei partiti, perché non si può certo continuare a candidare personaggi elettoralmente vincenti, solo perché parlano alla pancia della gente, ma sostanzialmente di basso profilo.

È andata così, non poteva andare peggio. È andata molto male. Perché il degrado della Puglia trascina anche l'Italia.

Vedremo ora se si riuscirà a opporre resistenza, ma temo che si innesterà un degrado senza fine. Leggete  intanto QUI  l’ottimo editoriale di Alfonso Pascale. Serve per rigenerarci un po’ tutti, anche perché ne abbiamo un gran bisogno di una Politica gestita da persone all'altezza del compito.

 

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati.
Se sei un utente registrato puoi accedere al tuo account cliccando qui
oppure puoi creare un nuovo account cliccando qui

Iscriviti alle
newsletter