Come sapete, c’è un dibattito decennale sul rapporto tra natura e progresso. Alcuni sostengono che il progresso abbia peggiorato sia la natura sia noi esseri umani, perché, appunto, ha creato un ambiente invivibile. [...]
[...] il XX secolo ci ha spinti a pensare che in agricoltura di più è meglio, cioè, nella sostanza più chimica significa più produzione (con i noti problemi di inquinamento e la nota indignazione di chi rimpiange la natura di una volta).
Ma è un’abitudine: il XXI secolo, con la robotica, gli algoritmi e l’AI ci sta mostrando un’altra parte della storia, e cioè che l’artificiale, che sia l’AI o un robot, riescono a proteggere la natura utilizzando meno risorse e liberando, così facendo, più potenzialità. [...]
Antonio Pascale
Lo scrittore e agronomo in un suo editoriale apparso su “AgriFoglio”, il supplemento agricolo del quotidiano il Foglio