[...] In un’Italia vocata all’olio, dobbiamo sfruttare questa latitudine di valori diversi - dal Sud al Nord - per trovare il nostro personale olio e gli oli utili a dare ricchezza a piatti speciali. Non dobbiamo ricercare la semplificazione come facilitatore di scelte, ma la ricchezza della complessità. Se sappiamo governarla, essa ci porta in mondi sconosciuti che possono diventare nostri. Scegliere un olio diventa così un atto di libertà e di profonda conoscenza di sé: un legame intimo che genera l’empatia necessaria a ritrovare, ogni volta, quella geografia di valori che abbiamo scelto di rendere parte della nostra identità.
Mauro Olivieri
IÈ quanto si legge nell'articolo "L’olio attraverso i sensi", pubblicaro sul numero 1 della nuova rivista di carta Gastrorama, edita da Olio Officina, a firma del noto designer dello Studio Maio di Arma di Taggia, presidente della giuria dei contest Forme dell'Olio, Forme dell'aceto e Forme Design