Difficile fare a meno dell’aria condizionata, strumento indispensabile oggi per alleviare certe pene, ma non possiamo nemmeno fare a meno degli alberi: grazie all’ancestrale processo di evapotraspirazione, attraverso il quale le piante passano la loro acqua all’atmosfera, gli alberi sono dei condizionatori naturali.
Però, il concetto di “naturale” non significa alcunché, e piantare alberi alla rinfusa non serve a niente. Un albero per realizzare l’evapotraspirazione necessita di acqua.
Se un albero è piantato in quelle classiche e tristi aiuole, circondate dal cemento con poca acqua, chiude gli stomi e addio raffreddamento dell’ambiente [...].
Antonio Pascale
Così lo scrittore e agronomo in un suo editoriale apparso su “AgriFoglio”, il supplemento agricolo del quotidiano il Foglio
Tra i vari libri di Antonio Pascale, autore di romanzi e saggi, gran parte dei quali editi da Einaudi, consigliamo, proprio per stare in tema con gli alberi, il volume La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini, disponibile ora, sempre presso lo stessoi editore, nella collezione dei Tascabili.

Le piante sono dei fari, racchiudono simboli millenari, essenziali, nitidi. Riescono a sfidare le avversità e ci offrono un modello di resistenza, perché con tenacia mettono in mostra la potenza delle contraddizioni: il desiderio di vivere e amare (espresso dal ciliegio) che può procurare frustrazione e insicurezza; la forza (della quercia) che ci può abbandonare all’istante; la democrazia come processo di adattamento tra profondità e superficie (l’olivo); la necessità di un rito di passaggio (grano), di un viaggio che comprenda una morte per rinascere. Questo libro è un oroscopo, oltre che una sorta di botanica dei sentimenti. D’altra parte le piante sono uno strumento d’eccezione per affrontare la nostra misteriosa natura: somigliano a noi piú di quanto avremmo mai creduto.