[...] Per leggere gli alberi bisogna però impratichirsi. Certo, è chiaro che va maneggiata un po’ di botanica sistematica, ma quella si impara subito. La pratica che bisogna invece imparare per bene è il carotaggio, ossia l’estrazione della parte più antica di un albero, il midollo.
La carotatura non danneggia né uccide un albero. L’albero nemmeno se ne accorge. Più possibile che ve ne accorgiate voi, insomma ci vuole un po’ di sforzo. Col carotaggio possiamo esaminare gli anelli di accrescimento e poi, grazie ai miglioramenti della dendrologia (che poi è l’arte di leggere le piante, attraverso gli anelli di accrescimento), partono le storie. [...]
[...] gli alberi sono testimoni, raccontano com’è andato il viaggio finora, cosa abbiamo dovuto subire, per dolo o colpa, o semplicemente perché esposti al caos dell’universo, ma come per tutte le storie, gli alberi possono consegnarci un manuale di istruzioni per il futuro. [...]
Antonio Pascale
Così lo scrittore e agronomo in un suo editoriale apparso su “AgriFoglio”, il supplemento agricolo del quotidiano il Foglio
Tra i vari libri di Antonio Pascale, autore di romanzi e saggi, gran parte dei quali editi da Einaudi, consigliamo, proprio per stare in tema con gli alberi, il volume La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini, disponibile ora, sempre presso lo stessoi editore, nella collezione dei Tascabili.

Le piante sono dei fari, racchiudono simboli millenari, essenziali, nitidi. Riescono a sfidare le avversità e ci offrono un modello di resistenza, perché con tenacia mettono in mostra la potenza delle contraddizioni: il desiderio di vivere e amare (espresso dal ciliegio) che può procurare frustrazione e insicurezza; la forza (della quercia) che ci può abbandonare all’istante; la democrazia come processo di adattamento tra profondità e superficie (l’olivo); la necessità di un rito di passaggio (grano), di un viaggio che comprenda una morte per rinascere. Questo libro è un oroscopo, oltre che una sorta di botanica dei sentimenti. D’altra parte le piante sono uno strumento d’eccezione per affrontare la nostra misteriosa natura: somigliano a noi piú di quanto avremmo mai creduto.