In Italia si preferisce - perché è rassicurante - continuare a dividersi tra fascisti e antifascisti, soprattutto nel vecchio mondo culturale (totalmente inadeguato, a causa di una odiosa supponenza e di un eterno adolescenzialismo gruppettaro, ai nuovi tempi che viviamo) e poi si balbetta di fronte alle sfide epocali e potenzialmente devastanti lanciate dal capitalismo digitale e dai padroni dell'intelligenza artificiale, che stanno letteralmente cambiando i connotati antropologici, psicologici ed etici del mondo. Invece di unirsi umilmente e generosamente per un nuovo umanesimo etico e democratico, in Italia si continua a dividersi - perché ancora conviene per piccoli profitti egotici senza prospettiva - tra destra e sinistra, tra fascisti e antifascisti, e si fa finta di non sapere che saranno entrambi sommersi e affogati da uno tsunami in avvicinamento che punta a polverizzare, in tempi rapidissimi, la nozione stessa di cultura e di civiltà nella quale ci siamo finora formati tutti, destra e sinistra inclusi. Purtroppo il teatrino destra-sinistra è ancora conveniente (per quanto?), e permette una beata deresponsabilizzazione delle classi dirigenti e degli intellettuali italiani, che continuano a darsi premi e patenti morali a debito mentre lo tsunami si avvicina.
Andrea Di Consoli
L'autore di libri di narrativa e saggistica, tra cui, per Rizzoli, Il padre degli animali (2007), La curva della notte (2008), La collera (2012), e, per Rubbettino, Dimenticami dopodomani (2024), Il canto silenzioso degli amici (Rubbettino, 2025) in un post pubblicato sul proprio profilo facebook