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Nei decenni scorsi, vuoi per la difficoltà di comunicazione degli scienziati non preparati a spiegare cosa bolliva in pentola, vuoi l’irruenza e spesso l’illogicità di alcuni movimenti ambientalisti, abbiamo perso un treno, quello del DNA ricombinante. Con questa tecnica sono stati ottenuti piante resistesti ad alcuni patogeni e tanto ancora si poteva fare, peccato davvero per le migliaia di ricercatori e scienziati che in questa avventura lavoravano con passione amore per l’agricoltura e si sono visti dipinti come inquinatori assoldati dalle multinazionali.
 
Speriamo che sia diverso. Speriamo che ricercatori e scienziati riusciranno a comunicare con chiarezza e senza fronzoli cosa stanno facendo nei laboratori e in campo, e quali benefici potremo avere con questi nuovi prodotti. [...]

[...] Le TEA insieme ad altri strumenti sono una delle vie per rendere la nostra agricoltura competitiva, capace di coniugare innovazione scientifica, qualità delle produzioni e tutela del Made in Italy, e di avere anche un ritorno in termini di royalty che non è poco, insomma di soldi generati dalla proprietà intellettuale dei brevetti (che noi vorremmo coniugassero apertura e scambio di saperi e protezione del lavoro di ingegno: è un quadro chiaro europeo può aprire questa strada).
 
Sperando che non si alzino muri [...].

Antonio Pascale

Così lo scrittore e agronomo in un suo editoriale apparso su “AgriFoglio”, il supplemento agricolo del quotidiano il Foglio, a proposito delle TEA,  acronimo di Tecnologie di Evoluzione Assistita.

Tra i vari libri di Antonio Pascale, autore di romanzi e saggi, gran parte dei quali editi da Einaudi, consigliamo il volume La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini, disponibile ora, sempre presso lo stessoi editore, nella collezione dei Tascabili. L'ultimo libro pubblicato è il romanzo Cose umane, edito da Einaudi nel 2025.