Economia

In Spagna si guarda a una maggiore trasparenza di mercato

Produttori, grossisti e agenti economici saranno tenuti a comunicare la quantità di prodotti detenuta. I soggetti coinvolti comunicheranno le informazioni richieste al ministero dell’agricoltura, servendosi del nuovo Sistema di Informazione sulle Scorte per la Garanzia Alimentare, Siega. Solo successivamente i dati raccolti verranno trasferiti alla Commissione europea, in forma aggregata e anonima

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Tutto aumenta. Quanto costerà acquistare l’olio extra vergine di oliva?

È allarme, nel comparto. I rincari su materie prime e costi energetici a cui devono rispondere le aziende produttrici si riflettono, inevitabilmente, sul costo finale dell’olio Evo e di tutta la gamma degli oli da olive. Una delle preoccupazioni maggiori di Assitol, l’Associazione Italiana dell’industria olearia, è la rinuncia da parte dei consumatori di uno dei prodotti più importanti per l’alimentazione e la salute. Anna Cane, presidente dell’Associazione, chiede alle istituzioni di sostenere il settore attraverso urgenti aiuti mirati

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Lo stato del comparto oleario al 31 luglio 2022

Secondo i dati forniti dall'Icqrf, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici dell’olio, gli operatori del settore risultano pari a 21.561, dai quali risultano in giacenza 267.848 tonnellate di oli da olive, con riduzione del 7,0% rispetto al 30 giugno scorso (288.053 t). Le giacenze di olio sono pertanto sostanzialmente invariate (+0,9%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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Sarà una olivagione molto complicata. Si prevede un calo del 30% per il 2022-23

Le alte temperature a maggio in fase di fioritura e lo stress idrico nel mese di luglio determineranno un quadro produttivo non molto felice secondo quanto riferiscono dall'organizzazione agricola Cia-Agricoltori Italiani. In alcuni casi i frutti si presentano già secchi, in altri casi la polpa disidratata sta compromettendo lo sviluppo delle olive riducendo la formazione dell’olio

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Un innovativo punto di incontro tra il settore delle Indicazioni geografiche e la ricerca

Si tratta di Ricerca Ig, ed è il nuovo progetto di Qualivita. Gli studi condotti in merito al comparto Dop e Igp hanno prodotto numerosi e importanti approfondimenti, così la Fondazione è impegnata nella diffusione dei dati a supporto delle filiere. L’iniziativa si pone come sostegno al settore agroalimentare, rispondendo alle attuali esigenze economiche e sociali in modo tempestivo

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Per l’aceto balsamico di Modena Igp solo numeri da record

L’impatto economico di uno dei più grandi prodotti dell’Emilia-Romagna si traduce in importanti dati per il settore agroalimentare italiano. Con 100 milioni di litri da filiera certificata, è capace di generare 400 milioni di euro di valore alla produzione, nonché un miliardo di valore al consumo. Dal 2014, inoltre, si è assistito a un crescente apprezzamento per la versione invecchiata, con una conseguente richiesta in continuo aumento

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Agroalimentare italiano: un importante fatturato in un periodo di grandi incertezze

Con un valore pari a cinquanta miliardi di euro, le esportazioni segnano un record decisivo per il settore. Secondo il rapporto elaborato dal Crea, le regioni del Nord America si rivelano cruciali per l’export dell’olio da olive, vini e bevande, dove però le quantità di extra vergine registra una diminuzione delle vendite del -10, 3%. L’Unione europea, il Sud America e l’Asia ricoprono, invece, le principali aree di approvvigionamento per il Paese

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Come può un olio di qualità non avere un giusto prezzo?

Donato Pentassuglia, assessore all’agricoltura pugliese, inquadra la difficile situazione in cui versa il settore oleario: nonostante le importanti proprietà qualitative dell’extra vergine, vi è un grande deficit nella sua tutela e in quella dell’intera filiera. A complicare ulteriormente lo scenario, la costante presenza del batterio Xylella in diverse zone della regione. Per quanto nell’ultimo anno si sia registrato un avanzamento più rallentato, restano fondamentali il monitoraggio continuo e l’osservanza di buone pratiche e attività già seguite dai produttori agricoli

Roberto De Petro


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Cosa dicono davvero i numeri del biologico in Italia

Siamo proprio sicuri di quel che ci viene riferito? Si dichiarano sempre gli aumenti di superficie coltivata secondo i canoni dell’agricoltura biologica ma non ci si sofferma mai sul peso effettivo della produzione, in modo che si possano conoscere le produzioni unitarie e valutare il reale contributo alla bilancia alimentare italiana dato dagli ettari coltivati a biologico rispetto alla medesima superficie coltivata in convenzionale

Alberto Guidorzi


Lo stato del comparto oleario al 30 giugno 2022

Secondo i dati forniti dall'Icqrf, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici dell’olio, gli operatori del settore risultano pari a 21.851, dai quali risultano in giacenza 288.053 tonnellate di oli da olive, con riduzione del 8,2% rispetto al 31 maggio scorso (313.783 t). Le giacenze di olio sono inferiori del 2,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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L’Italia del biologico: cosa ci dicono i numeri

Secondo il report elaborato da Ismea, gli operatori del regime bio sono in continua crescita, così come lo sono le superfici adibite a queste coltivazioni. Crescono, soprattutto, le colture permanenti e si è registrata una stabilità sia degli oliveti, con un aumento del 0,5%, sia dei meleti. Ma, al contempo, non cresce il consumo da parte delle famiglie e il valore del mercato. Non resta che domandarsi quale ruolo specifico occupi l’agricoltura biologica e valutarne la futura direzione

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Lo stato del comparto oleario al 31 maggio 2022

Secondo i dati forniti dall'Icqrf, sulla base dei dati contenuti nei registri telematici dell’olio, gli operatori del settore risultano pari a 22.143, dai quali risultano in giacenza 313.783 tonnellate di oli da olive, con riduzione del 3,6% rispetto al 30 aprile scorso (325.558 t). Le giacenze di olio sono inferiori del 7,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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L’olivicoltura nella transizione ecologica entra a pieno titolo

Non occorre però stare a guardare. Bisogna agire, anche in vista di quel che è il nostro territorio. Si devono tutelare gli olivi secolari e quelli con funzioni paesaggistiche, ma è necessario anche piantare più olivi, studiando come fare a rendere più intensiva la coltivazione. L’olivicoltura, così come l’agricoltura, per Dino Scanavino resta un elemento fondamentale nell’economia di un Paese: ma è una realtà che deve produrre reddito, altrimenti le persone che se ne occupano se ne vanno e abbandonano i campi

Luigi Caricato


Ecco come la nuova Pac sosterrà il settore olivicolo spagnolo

Con una portata di 27,5 milioni di euro, la Politica Agricola Comune aiuterà gli attori della filiera a fronteggiare le difficoltà maggiori a cui devono rispondere quotidianamente. La Spagna produce il 70% di olio da olive all’interno dell’Unione europea e ricopre il 46% della produzione mondiale. Aiuti di questa natura, e altre politiche di intervento, sono necessari affinché il Paese possa garantire standard qualitativi sempre più elevati, incontrando le esigenze dei consumatori nazionali e internazionali

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