Martedì 15 Ottobre 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

C’è battaglia sulla canapa

Una campagna elettorale a gamba tesa, insieme alla sentenza del 30 maggio delle sezioni penali unite della Cassazione ha portato scompiglio in un intero settore in tutta Italia, ma la canapa resta una pianta necessaria per la bioeconomia. Pronto un Disciplinare di produzione delle infiorescenze elaborato da Cia e Confagricoltura per certificare e tracciare l’intera filiera produttiva italiana, e garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti con THC inferiore allo 0,2%

Marcello Ortenzi

C’è battaglia sulla canapa

Nonostante la recente sentenza della Cassazione che ritiene non vendibili alcuni prodotti ottenuti alla canapa sativa, la pianta seguita a essere fonte di altri prodotti utili e legali. 

Dopo la notizia della sentenza è nata una forte preoccupazione in tutto il settore e in particolare in chi commercia prodotti in canapa. Una preoccupazione che è stata utilizzata durante e dopo la campagna elettorale ad arte, per identificare i negozi di articoli in canapa con luoghi di spaccio di droga, al di la della verità. 

In realtà il pronunciamento della Cassazione afferma che non può configurarsi reato ascrivibile all’art.73 del decreto sugli stupefacenti (L.309/90) la vendita e in genere la commercializzazione al pubblico di prodotti derivati dalla coltivazione della Cannabis sativa L. se tali prodotti sono “in concreto privi di efficacia drogante”. 

Un’ampia letteratura scientifica e forense fissa allo 0,5% il limite di THC al disotto del quale non è rilevabile effetto psicoattivo. Una Circolare del ministero dell’Interno del luglio 2018 richiama questo limite: “Per la cannabis sia la tossicologia forense che la letteratura scientifica individuano tale soglia attorno ai 5 mg di THC che in termini percentuali equivalgono allo 0,5%...”. 

È da tenere presente che tutte le attività agricole e le attività di vendita da aziende agricole ad altre imprese di prodotti derivati da canapa industriale, cosmetici, alimentari, manifatturieri, biomassa, colture per florovivaismo, sono ammesse dalla legge 242/2016 e pertanto non sono minimamente a rischio, purché conformi alle rispettive normative di settore. 

È invece a rischio per la vendita al pubblico di derivati dalle infiorescenze, perché la sentenza della Cassazione esclude infiorescenze, olio da CBD, foglie e resine dall’ambito di applicazione della legge sulla canapa industriale, anche sotto lo 0,5% di THC e non si possono escludere in tali casi interventi di forze dell’ordine e procure. 

Intanto Federcanapa, che associa operatori agricoli e industriali del settore, ha diffuso la sua iniziativa di Marchio e Disciplinare di produzione delle infiorescenze, elaborato insieme a Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) e Confagricoltura, per certificare e tracciare l’intera filiera produttiva e a garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti (con THC inferiore allo 0,2%).

L’associazione ritiene che in questo modo i prodotti a marchio “Fiore di Canapa Italiano”, siano privi di efficacia drogante e di rischi per la salute e, di conseguenza, la relativa commercializzazione non sia reato. 

Resta la necessità che Governo e Parlamento intervengano al più presto per chiarire situazioni da troppo tempo in sospeso, quali il significato di “efficacia drogante”, con danno per operatori che lavorano da anni e che hanno investito sulla base del quadro normativo preesistente alla legge 242, quadro normativo che in buon parte è ancora in piedi e rispetto al quale la legge non voleva certamente tornare indietro.

 

L'illustrazione di apertura è tratta dal Museo della Canapa a Sant’Anatolia di Narco, in provincia di Perugia

Marcello Ortenzi - 09-06-2019 - Tutti i diritti riservati

Marcello Ortenzi

Nato a Roma, dove risiede, si è laureato in Economia e Commercio nell’Università "la Sapienza", con una tesi in Politica agraria sugli interventi per le aree interne e montane risiede nella capitale. Si è occupato di progettazione industriale e di comunità montane, partecipando a un gruppo di lavoro dell’Uncem Lazio per la preparazione di una legge regionale sugli enti montani. Ha collaborato inoltre con l’Istituto di studi sulle Regioni del CNR, elaborando alcune annate di analisi dei bilanci regionali. E’ stato funzionario della Regione Toscana nell’ufficio di Presidenza a Roma, e ora si occupa dell’utilizzazione delle biomasse nei settori energia ed industria con l’Italian Biomass Association (Itabia), associazione scientifica con sede in Roma, curando specialmente gli aspetti normativi e la divulgazione dei risultati delle attività. Collabora dal 1989 con alcune riviste agricole, occupandosi specialmente di castanicoltura e fibre vegetali, e redige inoltre un bollettino di lavori parlamentari on line sui temi agroforestali ed energetici.

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Conoscete l'olio Dop Provence?

Conoscete l'olio Dop Provence?

Sul mensile Oliocentrico di ottobre abbiamo ospitato la recensione di un olio francese, del Moulin à huile d’olive «Bastide du Laval», operativo a Cadenet, ottenuto a partire da olive Aglandau, Salonenque, Cayon, Bouteillan e Picholine. Sul numero 5 della rivista si può leggere la versione in lingua francese, qui quella in lingua italiana > Cécile Le Galliard

RICETTE OLIOCENTRICHE
“Ho fatto un pasticcio”, con olio Zucchi “Sostenibile” 100% italiano

“Ho fatto un pasticcio”, con olio Zucchi “Sostenibile” 100% italiano

Avete mai sentito parlare di "ricette oliocentriche"? Si parte dalla materia prima olio e a partire da questa si scelgono gli altri ingredienti per giungere alla costruzione di una ricetta. Ecco allora una pratica dimostrazione con la chef Sara Latagliata. La ricetta è stata realizzata per il numero 9 di OOF International Magazine

EXTRA MOENIA
È Roberto Sassoni il nuovo general manager di Carapelli Firenze

È Roberto Sassoni il nuovo general manager di Carapelli Firenze

Forte dei suoi ventisette anni di esperienza nel settore F&B e conserviero, si prepara a entrare nel mondo dell’olio con l’obiettivo di presidiare la qualità dei brand storici italiani del gruppo, tra cui Carapelli, Bertolli, Sasso e Friol, e di proseguire con lo sviluppo di prodotti premium e il percorso di valorizzazione della categoria

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Raccontare e sperimentare l’olio

Andare oltre le consuetudini. È molto importante mettersi in relazione con gli chef, perché possono ogni volta nascere idee nuove e preziose. La cucina va raccontata sempre, con tutte le sue emozioni; e anche l’olio extra vergine di oliva è uno di quei alimenti che va a sua volta raccontato, mettendolo in relazione con gli altri cibi. Da qui la creazione di nuovi prodotti, nati dalla collaborazione con gli chef. Intervista a Serena Mela, del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, nell’ambito della seconda edizione del Forum Olio & Ristorazione

BIBLIOTECA OLEARIA
Il codice sensoriale olio di oliva

Il codice sensoriale olio di oliva

È il libro del tecnologo alimentare William Loria, edito dal Centro Studi Assaggiatori. Un manuale di sole 96 pagine in cui si condensa un sapere essenziale > Maria Carla Squeo