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Il tappo intelligente

Su Mercacei, balza in evidenza la notizia di un’idea. Quella di Francisco Alcántara Muñoz, manager di Aceites Mondrón, della Cooperativa di San José Artesano. Pensata per le bottiglie di extra vergine, in modo da segnalare se l’olio contenuto ha perso le sue caratteristiche distintive. Questo e altro nella rassegna stampa internazionale di questa settimana

Mariangela Molinari

Il tappo intelligente

Un tappo intelligente, pensato per le bottiglie di olio extra vergine di oliva, in grado di segnalare se l’olio contenuto ha perso le sue caratteristiche distintive. È questa, come leggiamo su Mercacei, l’idea con cui Francisco Alcántara Muñoz, manager di Aceites Mondrón-Cooperativa di San José Artesano, ha vinto il decimo concorso di idee di business del Negocio Vicerrectorado de Innovación, Transferencia y Campus de Excelencia dell’Università di Cordoba (UCO).
L’obiettivo principale del contest, la promozione di una cultura imprenditoriale e il trasferimento di conoscenze, dotando gli operatori degli strumenti necessari a sviluppare innovative idee di business, pare decisamente essere stato raggiunto.
Come ha spiegato lo stesso ideatore alla rivista spagnola, si tratterebbe di creare un tappo intelligente, con una cartina reattiva che a contatto con le molecole di olio deteriorato, che non presenti più le peculiarità dell’evo crei una reazione cromatica, cambiando colore. In questo modo il consumatore, prima di acquistare una bottiglia di extra vergine potrebbe accertarsi dal colore della cartina contenuta nel tappo che le condizioni del prodotto siano ancora integre.
Secondo Francisco Alcántara Muñoz negli ultimi tre anni i consumatori di olio evo, soprattutto in Nord America richiedono particolari assicurazioni sulle qualità organolettiche del prodotto che acquistano, complici le continue notizie riguardo frodi alimentari anche nel settore oliandolo. A parte i casi di frodi deliberate, però, si può verificare un deterioramento dell’olio attraverso reazioni di ossidazione favorite dal packaging fino al momento dell’acquisto. Il tappo intelligente potrebbe essere un’importante garanzia.

Rimaniamo in tema di oli extra vergine ma passiamo sulle pagine di Revista Almaceite. Negli Stati Uniti il loro segmento biologico, che rappresenta il 18% del totale delle importazioni, ha registrato una crescita del 56% solo nell’ultima campagna: un dato che in Spagna viene valutato con particolare interesse, come ogni notizia proveniente da oltreoceano, se si considera che un litro su tre di olio di oliva esportato giunge negli Usa. Il trend si pone in contrasto con l’andamento generale delle vendite complessive di olio di oliva nelle sue diverse categorie, che hanno, invece subito un calo del 4%. Sul mercato americano il trend mantiene il segno positivo per quanto riguarda le importazioni di prodotto sfuso, che negli ultimi 20 anni sono passate dal 16% al 42% del mercato.
C’è ora da vedere come le misure protezionistiche della politica di Trump andranno a incidere anche su questo settore e come reagiranno i grandi gruppi che dominano il mercato, come Deoleo e Pompeian-Dcoop. Senza dimenticare l’influenza che esercitano realtà locali quali California Olive Ranch, in uno stato chiave come la California per la politica nordamericana.
Al momento la Spagna è leader delle esportazioni negli Usa, soprattutto grazie allo sfuso, dove sempre più compete sul fronte dei prezzi con la Tunisia e la Turchia. Il 52% delle importazioni è rappresentato da olio di oliva extra vergine, mentre il 24% da oli raffinati, il 18% da evo bio, e il 4% da olio di sansa, una quota quest’ultima, che nell’ultimo anno ha conosciuto una certa riduzione.

Ancora su Revista Almaceite si parla di olivicoltura e di produttori, che in questi giorni sono occupati dalla potatura degli ulivi, un’operazione particolarmente delicata, che necessita di una conoscenza specifica. In alcuni casi, infatti, in base all’età della pianta, al suo stato generale, al terreno, all’andamento climatico e alla produzione dell’ultimo anno, basterà un diradamento dei suoi rami più interni, in modo da lasciar entrare più luce. In altri casi, invece, soprattutto negli uliveti con un buon numero di anni alle spalle e un eccesso di legno, è necessaria una potatura di rinnovamento, una sorta di lifting dell’uliveto: una pratica indispensabile per ottenere migliori produzioni in quantità e qualità e, in particolare per ulivi di una certa età, evitare la rottura di rami grandi a opera del vento. Quest’anno, considerando l’andamento climatico tanto peculiare, la potatura dovrà essere ancora più sapiente.
Come riportano i quaderni di Agronomía y Poda del Olivar, elaborati dall’IFAPA della Consejería de Agricultura de la Junta de Andalucía, “Man mano che l’ulivo invecchia, diminuisce il rapporto foglie/legno, determinando, così, una riduzione della raccolta dei frutti, un aumento dell’alternanza della produzione e un peggioramento della qualità delle olive.
Lo scarso sviluppo vegetativo dei germogli dell’anno, le foglie piccole e di un brutto colore e addirittura la defoliazione in alcuni punti indicano al potatore che un ramo va sostituito, iniziando un processo di rinnovamento, scaglionato e continuo della chioma”.

 

Mariangela Molinari - 20-02-2018 - Tutti i diritti riservati

Mariangela Molinari

Giornalista professionista, vive e lavora a Piacenza. Ha studiato lingua e letteratura tedesca presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e verde ornamentale e tutela del paesaggio presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna. Si occupa da tempo di alimentazione, ospitalità, giardini e ambiente, collaborando con varie testate specializzate. Per Terre di mezzo Editore ha pubblicato I trucchi del birraio. Manuale pratico per fare la birra perfetta (2014) e Olio di palma. La verità sull'ingrediente che ha invaso le nostre tavole (2016).

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