Mercoledì 20 Giugno 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

La resa dei conti

Coldiretti non poteva sopportare che Slow Food concorresse per accaparrarsi una parte non irrilevante dei soldi dell’erario e ha inventato Campagna Amica come propria filiale. Dopo quasi quindici anni, Carlo Petrini ha riconosciuto il primato di Vincenzo Gesmundo, il plenipotenziario di Palazzo Rospigliosi, e si è consegnato al vincitore.

Alfonso Pascale

La resa dei conti

I sociologi marxisti di fine Ottocento avevano previsto che le piccole economie contadine sarebbero state sconvolte a beneficio di grandi imprese capitalistiche con salariati. E Paolo Bonomi creò la Coldiretti per realizzare il sogno di Marx. Ma con una variante non di poco conto: ad essere protagonisti della concentrazione produttiva sono stati i contadini stessi, anziché lo Stato o le società anonime. Sono state infatti le imprese familiari a razionalizzarsi e a ingrandirsi, sospinte dal demone dell’efficienza. Un miracolo che si è potuto inverare nell’acqua di coltura del saper fare italico e della multiforme operosità delle famiglie rurali. Quello che non è riuscito alle forme di capitalismo puro, basate sul lavoro dipendente, o al collettivismo cooperativistico, è riuscito ad una minoranza di audaci coltivatori che, attraverso tanto dinamismo, hanno ridotto la grande massa dei colleghi a semplice scenario – se non addirittura a piedistallo – delle loro vittoriose iniziative.

Non solo i cattolici, ma anche Gramsci e Togliatti avevano intuito che, almeno nelle campagne italiane, questo sarebbe stato il percorso naturale delle cose. E dettero chiare indicazioni alle organizzazioni del movimento operaio perché assecondassero i contadini nella loro evoluzione verso l’impresa.

Ma dovettero passare trent’anni per consentire al socialista Giuseppe Avolio di far confluire i contadini di sinistra in un’organizzazione laica e democratica, priva di legami ideologici con il fascismo e con la chiesa di papa Pacelli. Avolio ce la mise tutta, ma il suo progetto si arenò perché ebbe la sinistra a far la parte del bastian contrario. Una sinistra bifronte, come due facce della stessa medaglia. Quella consociativa, sempre disponibile ad accordarsi con il sistema di potere democristiano, la quale ha sempre mantenuto un filo diretto con la Coldiretti, tentando di salvare la Federconsorzi dal disastro finanziario e prona ad assecondare ogni minima pretesa, anche la più scandalosa, proveniente dall’organizzazione bonomiana. E quella antagonista e settaria, nostalgica dell’agricoltura contadina dell’Italia pre-industriale e refrattaria ad essere parte di un progetto in cui si potesse riconoscere la gran parte dell’agricoltura italiana.

A prendere la bandiera dell’antagonismo contadino, alla fine degli anni ’80, è stato Carlo Petrini, costruendo intorno al brand di Slow Food un suo piccolo “impero”. Nel frattempo, i partiti della prima Repubblica si sono liquefatti e al loro posto sono nate consorterie elettorali alla costante ricerca di soldi per sopravvivere. E le organizzazioni sociali hanno smesso di fare rappresentanza: i loro simboli sono diventati dei meri brand, alimentati da un’accorta comunicazione sovvenzionata dal pubblico e finalizzata a concentrare sempre più cospicue elargizioni delle istituzioni e tenere così in vita le proprie agenzie di servizi. Nella lotta sorda che si è scatenata tra i vari brand, le consorterie politiche non hanno messo becco anche se in palio erano risorse pubbliche. Ma si sono assicurati i soldi per le loro campagne elettorali. La stessa cosa hanno fatto i potentati del mondo dei media, facendo passare qualsiasi velina redatta in collaborazione con agenzie di sondaggi.

La Coldiretti non poteva sopportare che Slow Food concorresse per accaparrarsi una parte non irrilevante dei soldi dell'erario. E ha inventato Campagna Amica come propria filiale, una fondazione operante sullo stesso terreno d’iniziativa di Petrini.

Dopo quasi quindici anni, è giunto il momento della resa dei conti. Il fondatore di Slow Food ha riconosciuto il primato di Vincenzo Gesmundo, il plenipotenziario di Palazzo Rospigliosi, e si è consegnato al vincitore. Contribuendo così anche lui a coronare il sogno di Marx. Ma questa volta, la concentrazione ipotizzata dal filosofo di Treviri, non riguarda la produzione agricola, bensì le risorse pubbliche da drenare quanto più possibile per tenere in piedi le agenzie di servizi, lasciando i contadini tutti e l’agricoltura italiana in braghe di tela.

 

LEGGI ANCHE

Carlo Petrini, arruolato tra le fila di Coldiretti, ha assunto l’incarico di presidente della Fondazione Campagna Amica

Alfonso Pascale - 26-09-2016 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Non solo biologico, anche biodinamico

Non solo biologico, anche biodinamico

È l’extra vergine del Podere Forte, un Dop Terra di Siena che poggia sugli elementi cardine del germoplasma olivicolo toscano, ovvero la triade varietale Frantoio, Moraiolo, Leccino, unitamente a una parte di Olivastra Seggianese. Un olio a tutto tondo, versatile, dal fruttato medio > Maria Carla Squeo

RICETTE OLIOCENTRICHE
Corzetti o croxetti?

Corzetti o croxetti?

Valgono entrambi i nomi. Si tratta di una pasta tipica della cucina ligure, composta da acqua, farina di grano e sale. Si abbina benissimo alla cipolla egiziana ligure cruda, come pure a una crema di peperoni e al tartufo nero della Val Bormida. Immancabile l'olio extra vergine di oliva Taggiasca in purezza > Marco Damele

EXTRA MOENIA
Diventare dei bravi e competenti assaggiatori di olive? Si può

Diventare dei bravi e competenti assaggiatori di olive? Si può

Dal dal 27 al 29 giugno, un corso realizzato secondo i criteri e le modalità stabiliti dalle linee guida per la formazione dei panel leader e dei giudici di analisi sensoriale delle olive da tavola del Consiglio Oleicolo Internazionale a Bologna, a cura dell'Università di Bologna e Serinar, con la regia del panel leader Coi Roberto De Andreis

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

La cultura dell’olio attraverso gli chef

Il mondo della ristorazione oggi è molto vivace, dinamico e attento. A sostenerlo, in una intervista rilasciata nell’ambito della prima edizione del Forum Olio & Ristorazione (a Milano, il 28 maggio 2018), è stata Maria Francesca Di Martino. Preziose le sue considerazioni, molto utili al fine di capire come procedere con un corretto impiego degli oli extra vergini di oliva in cucina. Ed ecco allora, dalla Puglia, gli oli a marchio “Schinosa”: gli extra vergini da olive Coratina, più complessi e non adatti a tutti gli utilizzi, e quelli ottenuti invece dalla cultivar Peranzana, molto più morbidi e facili da abbinare

BIBLIOTECA OLEARIA
OOF International Magazine numero 4

OOF International Magazine numero 4

Una monografia interamente dedicata agli abbinamenti olio/cibo. Ogni numero un tema specifico. È la rivista trimestrale cartacea di Olio Officina, in edizione bilingue italiano/inglese