Giovedì 19 Luglio 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

saperi > economia

Un olio più consapevole

Valorizzare una risorsa importante come la famiglia è un passaggio fondamentale. Per anni, per decenni, tale risorsa è stata trascurata. Mimmo Lavacca ha pensato bene, con l’associazione Terrasud, di compiere un atto di discontinuità, creando il format Olio di famiglia, fortemente voluto perché, come dice lui stesso, le famiglie svolgono un importante ruolo economico, sociale e ambientale. Ed è proprio da qui che scaturisce la volontà di accendere una luce su uno spaccato olivicolo molto interessante e ancora inesplorato

Luigi Caricato

Un olio più consapevole

 

Mimmo Lavacca è un personaggio che non si ferma alle consuetudini. Va oltre, cercando sempre nuove vie e strategie. Non si accontenta di replicare modelli desueti e senza futuro. Per lui la tradizione è sempre un passo avanti, non un passo o dieci passi indietro. Valorizzare la lezione del passato significa renderla attuale ai contemporanei e alle generazioni future. Una tradizione piena di ragnatele, museale non serve a niente. Per questo Lavacca ha creato l’associazione culturale Terrasud, e, nell’ambito di questa realtà associativa, è nata tra le tante idee, l’iniziativa di un concorso, Olio di Famiglia, in grado di mettere in giusto risalto l’olivicoltura dei non professionisti, ovvero quella che costituisce la maggioranza delle realtà olivicole del nostro Paese. Il tutto non poteva che prendere corpo in una terra altamente vocata all’olivicoltura qual è appunto la Puglia. Noi lo abbiamo intervistato, per saperne di più e per scavare nella genesi di questo importante progetto culturale che noi come Olio Officina sosteniamo, insieme con altri partner.

 

INTERVISTA A MIMMO LAVACCA

Partiamo subito da una domanda secca: da cosa è scaturita l’idea del progetto Olio di famiglia?
L’idea nasce dalla consapevolezza che la produzione olivicola italiana si basa sostanzialmente su piccole produzioni di aziende agricole a conduzione familiare. Tale analisi è confermata dall’ultimo censimento in agricoltura, che infatti conferma tale dato. Accanto alla produzione delle piccole aziende a conduzione familiare, c'è poi un consistente settore di agricoltori dilettanti che per piacere e passione coltivano piante di olivo e producono olio per il consumo personale. La valutazione che ne deriva è che gli agricoltori e le loro famiglie svolgono di fatto un importante ruolo economico, sociale e ambientale. Da qui la volontà di accendere una luce su questo spaccato olivicolo produttivo molto interessante.

Che riscontro ha avuto in tutte queste sei edizioni che si sono succedute in maniera sempre più incisiva?
Il numero dei partecipanti cresce di anno in anno, con uno zoccolo duro di partecipanti che aderiscono al concorso fin dalla prima edizione. Di fatto il concorso ha un doppio stimolo: da un verso il piacere dei partecipanti che ricevono una serie di informazioni utili per migliorare la propria produzione, e dall’altro un riscatto che restituisce valore e dignità al loro lavoro.

Possiamo dire che rispetto al passato l’olio di famiglia è decisamente migliore sul piano qualitativo?
Il miglioramento delle produzioni è un dato di fatto e lo riscontriamo in maniera evidente soprattutto nei produttori che aderiscono al concorso dalle prime edizioni. Il riscontro è certificato dalle analisi chimiche e sensoriali che vengono eseguite sui campioni di olio a concorso. La struttura scientifica oltre a fornire i risultati delle analisi, mette a disposizione dei partecipanti anche informazioni utili a migliorare le produzioni.

Secondo te quest’olio di famiglia che ha caratterizzato per decenni il settore olivicolo italiano, si fonda ancora sull’autoconsumo o viene anche venduto a terze persone?
L’olio extra vergine di oliva prodotto dagli agricoltori familiari rappresenta una forma di autoproduzione a finalità prevalente o esclusiva di autoconsumo. Stiamo comunque notando che alcuni produttori dilettanti hanno maturato il piacere di confezionare, attraverso i frantoi, il loro prodotto creando una personale e creativa etichetta e sviluppando in alcuni casi una piccola rete di vendita che chiamerei “condominiale”.

Quali sono le aree geografiche principali da cui ricevi gli oli in concorso?
Gli oli a concorso arrivano da varie regioni italiane. Il maggior numero di campioni comunque arrivano da residenti nelle regioni a vocazione olivicola come la Sicilia, la Campania la Calabria, la Toscana e, naturalmente, la Puglia. Quest’anno abbiamo anche una chicca, con un campione di olio che arriva dalla Val d’Aosta, da parte di una associazione di olivicoltori dilettanti che coltivano e producono da oliveti abbandonati.

Per chiudere, una domanda su Giorgio Cardone, che nel concorso Olio di famiglia ci ha creduto tantissimo, sostenendo concretamente il progetto sin dall'inizio. Quanto è stato importante e decisiva la professionalità e umanità del fondatore di Chemiservice per il comparto oleario?
Giorgio è stato il mio mentore, mi ha insegnato a guardare l’olivicoltura da varie prospettive: da quella produttiva a quella commerciale, da quella sociale a quella ambientale, cercando una chiave di lettura moderna e globale. La sua idea di olivicoltura comprendeva grande umanità ma anche grande tecnica. Questo era il suo stile, il suo immenso sapere olivicolo. L’Italia e l’Europa olivicola hanno perso un grande saggio.

 

LEGGI ANCHE L'Olio di Famiglia in concorso

Luigi Caricato - 10-10-2017 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Non solo biologico, anche biodinamico

Non solo biologico, anche biodinamico

È l’extra vergine del Podere Forte, un Dop Terra di Siena che poggia sugli elementi cardine del germoplasma olivicolo toscano, ovvero la triade varietale Frantoio, Moraiolo, Leccino, unitamente a una parte di Olivastra Seggianese. Un olio a tutto tondo, versatile, dal fruttato medio > Maria Carla Squeo

RICETTE OLIOCENTRICHE
Corzetti o croxetti?

Corzetti o croxetti?

Valgono entrambi i nomi. Si tratta di una pasta tipica della cucina ligure, composta da acqua, farina di grano e sale. Si abbina benissimo alla cipolla egiziana ligure cruda, come pure a una crema di peperoni e al tartufo nero della Val Bormida. Immancabile l'olio extra vergine di oliva Taggiasca in purezza > Marco Damele

EXTRA MOENIA
Tre Chef in corsa per il Premio Laudemio

Tre Chef in corsa per il Premio Laudemio

Sono Matteo Grandi, chef e patron del ristorante De Gusto Cuisine (San Bonifacio, in provincia di Verona), Claudio Sadler, chef e patron del Ristorante Sadler (Milano) e Antonello Sardi, chef del ristorante La Bottega del Buon Caffè (Firenze) i tre finalisti della seconda edizione del Premio Laudemio, rispettivamente nelle categorie “secondo piatto”, “primo piatto” e “antipasto”

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

L’olio è elemento cardine

In cucina non si può prescindere dalla scelta di un ottimo olio extra vergine di oliva. Il principio ispiratore deve essere riconducibile al territorio: gli oli del territorio con gli alimenti del territorio. Nostra intervista allo chef Vincenzo Butticè, del Ristorante “Il Moro” di Monza, nell’ambito della prima edizione del Forum Olio & Ristorazione

BIBLIOTECA OLEARIA
OOF International Magazine numero 4

OOF International Magazine numero 4

Una monografia interamente dedicata agli abbinamenti olio/cibo. Ogni numero un tema specifico. È la rivista trimestrale cartacea di Olio Officina, in edizione bilingue italiano/inglese