Martedì 11 Dicembre 2018 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

piaceri > olio officina festival

L’uomo con l’albero di olivo

Quest’anno, alla settima edizione di Olio Officina Festival, abbiamo esordito con un bel film, ricordando il compianto Paolo Coppini, che di questa pellicola ne è stato l’autore del soggetto, oltre a essere stato il protagonista principale, insieme con l’olivo. Il documentario racconta il valore dell’incontro con altre culture, lontane geograficamente, ma che si avvicinano grazie a simboli universali come la pianta d’olivo, a rappresentare la pace, l’unione e il viaggio

Nicola Morabito

L’uomo con l’albero di olivo

OOF 2018, GIOVEDÌ 1 FEBBRAIO, SALA LEONARDO

Da un soggetto di Paolo Coppini, di Coppini Arte Olearia, e per la regia di Gianpaolo Bigoli la proiezione de L’uomo con l’albero di olivo si è svolta nel segno del ricordo dell’ideatore del documentario scomparso recentemente.

Protagonista è una pianta d’olivo che percorre la distanza da un piccolo paese dell’Emilia fino alle falde del Monte Everest in Nepal trasportata nello zaino di Paolo Coppini che è stato un produttore di olio di oliva e che ha voluto portare un olivo sulla vetta del mondo dedicando un pensiero agli uomini di questo pianeta attraverso una pianta che ha 6000 anni di età, che affronta gli ostacoli e non muore mai.

Il documentario, girato nel 2009, descrive il valore dell’incontro con altre culture lontane geograficamente ma che si avvicinano grazie a simboli universali come la pianta d’olivo che rappresenta la pace, l’unione e il viaggio.

Durante il cammino nella valle del Khumbu, cammino che a sua volta è simbolo di ricerca interiore, la compagnia dell’olivo si imbatte in chi vive nella spiritualità, i monaci buddisti, e in chi forse è alla ricerca di una dimensione interiore, gli altri trekker provenienti da tutto il mondo; sono incontri profondi che vanno ad accrescere il valore dei gesti come alzarsi, camminare per tante ore a piedi in quota, fermarsi, allestire i campi, salire e poi, attraverso passi sopra i 5.000 metri di quota, scendere.

Con il passare dei giorni di cammino la desolazione si trasforma in divertimento, la lentezza diventa un valore con il nome di costanza, il ritmo del cammino risulta via via sempre più naturale, il cambiare del clima una risorsa per gli occhi e la sensazione non è più quella di trasportare una pianta d’olivo, bensì di essere da questa pianta trasportati.

L’entusiasmo quasi infantile del gruppo nel superare quota 5000 metri rende la misura di quanto questo cammino rappresenti un ritorno alla purezza di quando i nostri sensi erano acutissimi, in grado di cogliere anche i simboli che oggi non riusciamo più a decifrare; il fatto di portare nel proprio zaino un simbolo che ha una storia antichissima non può che rendere più scorrevole il viaggio dei sensi.

L'uomo con l'albero di olivo, foto di Gianfranco Maggio

Il film entra in un flusso di amore per tutta l’umanità che ben si esprime sia quando il gruppo si trova sulla vetta del Kala Patthar (5.500 metri) con l’immensa mole del Monte Everest (8848 metri) di fronte a sé, sia nei momenti più umili, quando la fatica rende questo amore ancora più forte.
Sta nascendo una Nouvelle Vague dell’olio, una cultura indipendente sull’olio, e lo sforzo compiuto da Paolo Coppini, con L’uomo con l’albero d’olivo, ne è stato senz’altro uno degli artefici.

Nicola Morabito - 13-03-2018 - Tutti i diritti riservati

Nicola Morabito

Giornalista e fotografo, dopo il liceo classico è stato assistente dell’artista e fotografa Emma Vitti, nonché del fotografo di moda Francesco Licata. Laureato in Lettere, con tesi sull’uso di parola e immagine nella poetica di Luigi Ghirri, si occupa degli sport outdoor di montagna.

ULTIMI
Alfonso Pascale
L'INCURSIONE

ALFONSO PASCALE

DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Riviera Garda Classico Chiaretto

Riviera Garda Classico Chiaretto

Non solo per l’olio, il Garda è altrettanto apprezzato anche per i suoi vini, il chiaretto in particolare fa la sua bella figura. Come per esempio quello prodotto da Il Roccolo, profumi fruttati e floreali, gusto fresco, fine e sapido

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA

"Pane e olio" sbarca nella Food Valley

La merenda della tradizione al centro di uno “street event” a Collecchio, luogo simbolo del distretto agroalimentare di Parma. A organizzarlo il Gruppo Panificatori Artigiani di Parma con Assitol e Aibi, l’Associazione italiana Bakery Ingredients. Erano presenti Paolo Bianchi, sindaco di Collecchio, ed Elena Levati, assessore alle Attività produttive

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Il racconto di Olio Officina Festival 2018

A Milano, dall'1 al 3 febbraio 2018, con tema portante "Io sono un albero". Le emozioni attraverso le immagini di una tre giorni interamente dedicata all'olio da olive e ai condimenti

BIBLIOTECA OLEARIA
L’olivo nell'area mediterranea

L’olivo nell'area mediterranea

Olive Tree in the Mediterranean Area. A Mirror of the Tradition and the Biotechnological Innovation. La tradizione, l'innovazione biotecnologica. È su questi piani che si delinea il volume di cui è autrice principale, e curatrice, Anarita Leva. È un libro che si prospetta davvero interessante per l'industria vivaistica, nonché per quella agrobiotecnologica e cosmetica, oltre che a tutti coloro che sono sempre più legati alla crescente domanda di prodotti naturali e al richiamo dei polifenoli intesi come antiossidanti e stabilizzanti naturali degli alimenti