Olivicoltura

Cosa garantisce il reddito agricolo agli olivicoltori spagnoli

La coltivazione degli oliveti sta particolarmente risentendo della difficile situazione climatica: la produzione si è drasticamente ridotta del 47% rispetto alla precedente annata. È stata così approvata dal Consiglio dei ministri in Spagna la diminuzione a dieci del numero minimo di giorni di lavoro per permettere agli operatori occasionali di accedere a questa e altre tipologie di agevolazioni

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Curare un oliveto e fare bene al pianeta: da quali pratiche partire

Si è arrivati a un periodo storico in cui tutti i settori devono guardare alla sostenibilità come parte essenziale del proprio lavoro, dove tralasciare questo aspetto significa ignorare tutte le problematiche a cui si sta assistendo da diverso tempo. Per questo il manuale Sustainolive, a cura di Fondazione Prima, nasce con l’obiettivo di fornire alternative per la produzione di olio da olive che garantiscano la tutela dell’ambiente e della biodiversità, conferendo un valore maggiore al prodotto e all’intero comparto

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L’impegno del settore olivicolo in contrasto al cambiamento climatico

Sono più di trenta i Paesi coinvolti all’interno del progetto Olea, pensato per promuovere la partecipazione di Università e istituzioni internazionali al fine di apportare soluzioni sostenibili nel comparto oleario. Negli scorsi giorni il Coi, Consiglio oleicolo internazionale, ha ospitato un importante incontro per presentare i risultati finora ottenuti dalle diverse realtà che hanno preso parte all’iniziativa

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Non c’è abbastanza acqua: forti criticità per l’olivicoltura italiana

Si sta avvicinando il periodo di irrigazione, a cavallo tra luglio e agosto, ma la complicata situazione climatica sta mettendo a rischio questa importante fase. “C’è urgente bisogno di interventi strutturali per garantire un maggior apporto idrico agli uliveti” afferma David Granieri, presidente di Unaprol. In Italia, il 90% dell’acqua piovana viene sprecato, quando potrebbe rivelarsi una risorsa essenziale in risposta a scenari come quello attuale

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I droni per salvare le olive dalla mosca olearia

La bactrocera oleae costituisce una tra le principali e significative minacce per l'olivicoltura. Nella grande contesa tra l’uomo e l’insetto, c’è una grande lotta a chi meglio e più fruisce dei pregiati frutti. L’obiettivo è ridurre le perdite produttive e salvaguardare la sanità del frutto e, di conseguenza, la qualità dell’olio estratto. Che la conduzione sia integrata o biologica poco cambia, ciò che importa è che si ottengano buoni risultati. Il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia sta studiando a tal riguardo l’efficacia dell’utilizzo dei droni

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Le sfide dell’olivicoltura contemporanea richiedono un nuovo approccio in campo

Le questioni sono quelle di sempre, ma vanno tuttavia affrontate in una prospettiva differente, secondo Bayer CropScience. Come si può controllare oggi, in modo efficace, il grande problema della mosca dell’olivo? E quello della sputacchina e della cocciniglia? Quali sono i giusti prodotti da utilizzare e con quale dosaggio? Ci sono molti altri aspetti che vanno considerati con estrema attenzione. Il supporto tecnico, in questi casi, diventa di fondamentale importanza. Ecco alcune utili e ben dettagliate informazioni, senza trascurare nel contempo anche la difesa da malattie fungine e batteriche, occhio di pavone, lebbra e rogna. E poi, avete mai sentito parlare di nutrizione funzionale?

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Corso post laurea del Coi in olivicoltura e cambiamenti climatici, c’è ancora tempo

Il Consiglio oleicolo internazionale ha prorogato al 3 settembre 2021 il termine per la presentazione delle candidature. Tra i vari obiettivi dell'iniziativa, l'acquisizione delle indicazioni di modelli e strumenti utili a comprendere meglio l'impatto del cambiamento climatico per prevederne le conseguenze e mitigarne il cambiamento climatico e adattarsi ad esso

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Un corso post laurea in olivicoltura e cambiamenti climatici

A organizzarlo è il Consiglio oleicolo internazionale e l'Istituto agronomico mediterraneo di Saragozza. Le date? Dal 27 settembre all'1 ottobre 2021. Non c'è necessità di muoversi. Il tutto si svolgerà in video conferenza. Si riporta il programma per quanti aspirano a partecipare. Con un avvertimento, il Coi, come accade ormai da anni, discrimina volutamente la lingua italiana. Le lezioni prevedono l’interpretazione simultanea solo in inglese, francese e spagnolo

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Il futuro dell’olivicoltura può concretamente scommettere sugli esoscheletri passivi?

È una grande scommessa che sta coinvolgendo la Regione Liguria. L’obiettivo è di fornire un adeguato supporto all’operatore, al fine di potenziare le capacità produttive, riducendo sia la fatica fisica, sia le sollecitazioni meccaniche potenzialmente stressanti per il sistema muscoloscheletrico. Il potenziamento del lavoro manuale porterebbe benefici concreti nella esecuzione e nei tempi di raccolta e potatura

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Se questa è olivicoltura

Il Salento olivicolo piange la propria dipartita, ma la speranza resta viva e rimane fortemente impressa nella volontà e nell’operato di chi - nonostante tutto, nonostante l’assenza delle Istituzioni - resiste e reagisce, credendo in una reale rinascita. Lo spettacolo che appare alla vista è tuttavia devastante, e desolante. Provate a chiedervi anche voi se si poteva gestire diversamente il dramma Xylella

Francesco Caricato


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