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Dio non rifiuta gli Ogm

Forse sorprenderà, ma la Chiesa Cattolica non è per il “senza”, ma per il “con”. La paura di avvelenarsi? È solo l’uomo che si arroga il diritto di alimentare la paura di una inventata tossicità. Vero è, però, che Dio è immortale! Alcune preziose riflessioni intorno a un recente documento ecclesiale

Alberto Guidorzi

Dio non rifiuta gli Ogm

Una recente lettera, che la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha scritto ai vescovi, fa il punto su come deve essere prodotta l’ostia o particola atta alla somministrazione dell’Eucarestia e soprattutto prescrive ai vescovi di controllarne scrupolosamente la preparazione. A rigore il vocabolo “ostia”, che nel latino classico designava il materiale del sacrificio fatto in onore di una divinità, dovrebbe essere riservato esclusivamente a quella più grande che il sacerdote benedice e mangia unitamente al sorso di vino (anch’esso, secondo la Chiesa, deve tenersi sotto controllo) durante la messa. Nella lettera si ribadisce che l’ostia deve essere fatta di farina di frumento e acqua e non deve avvenire la fermentazione, cioè il pane deve essere “azzimo” (in conformità a quanto contenuto nel capitolo 12 dell’Esodo). La motivazione della lettera di cui sopra penso derivi anche dal “senza questo o quello” che sta invadendo i mercati e quindi la Chiesa ha voluto porre dei confini fermi nella fabbricazione dello strumento dell’Eucarestia.

La base del pane eucaristico è dunque la farina di frumento contenente glutine impastata con acqua. Pertanto un’ostia fatta “senza glutine” (nel senso letterale del termine “senza”) non può essere usata per somministrare la comunione ai fedeli. Tuttavia di fronte alle aumentate capacità diagnostiche che hanno svelato una presenza maggiore di esseri umani affetti da celiachia (1% della popolazione umana) e che quindi non possono ingerire glutine, già nel 1995 si era concessa una deroga nel senso che per questi fedeli era possibile preparare particole con farine con una quantità minima di glutine, sostanza questa indispensabile alla panificazione. Pertanto si tratta di un “senza relativo” o meglio di un “con glutine” che la lettera recente ribadisce essere la sola farina possibile; sapessero i consumatori cosa si deve fare e cosa si deve aggiungere di additivi e ingredienti per panificare una farina senza glutine! Perché questa distinzione?

Qui bisogna andare nel tecnico per spiegare la funzione del glutine. Il glutine produce due azioni: 1° serve a dare una struttura all’impasto e questo minimo di struttura deve essere mantenuto per confezionare le ostie, 2° serve nella lievitazione per dare consistenza alle pareti degli alveoli che si formano in conseguenza dello sviluppo dell’anidride carbonica durante la lievitazione e che deve essere mantenuta confinata, se si vuole l’aumento di volume dell’impasto del pane normale. Questa seconda funzione non è, però, alla base della produzione di ostie in quanto si vuole appunto ottenere pane azzimo. Lo è solo la prima.

Veniamo al fatto che il pane per confezionare le ostie può derivare da frumenti “CON OGM”. La concessione ha due implicazioni. La prima è che per ora di frumenti OGM, nella definizione data dalla direttiva del 18/2001, non ne esistono e quindi la disposizione è pleonastica, a meno che non si consideri che il frumento tenero è il più grande OGM che esista in natura perché frutto della fusione nel tempo dei genomi di tre specie diverse (monococcum, e due Aegilops) e quindi il dire senza modifica genetica non avrebbe senso. Tecnicamente, di OGM nel frumento non ne esistono in quanto la fusione dei tre genomi comporta un individuo esaploide (sei volte 7 cromosomi) e quindi occorre apportare la stessa modifica su tutti è tre (e soprattutto nello stesso preciso punto di ognuno dei tre cromosomi omologhi, cosa molto difficoltosa con i sistemi fin qui usati, si vedrà in seguito con le nuove biotecnologie se sarà più facile. La seconda implicazione è che per la Chiesa Dio non rifiuta gli OGM e non ha paura di avvelenarsi, è solo l’uomo che si arroga il diritto di rifiutarli per paura di una inventata tossicità. Vero è, però, che Dio è immortale…!

 

 

La foto di apertura è di Luigi Caricato

Alberto Guidorzi - 11-07-2017 - Tutti i diritti riservati

Alberto Guidorzi

Agronomo, ha studiato Scienze agrarie presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, e vive attualmente a Sermide, nel Mantovano. Scrive sui magazine "Agrarian Sciences", "Salmone" e "La Valle del Siele"

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