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La risorsa geotermica

Come per altre forme di energia rinnovabile, anche il geotermico è osteggiato dai comitati locali, e vi è, pertanto, la necessità di condividere maggiormente i benefici con i residenti e favorire l'inserimento paesaggistico delle centrali per minimizzare il rifiuto degli impianti. Nel corso del meeting fiorentino della Global Geothermal Alliance, il settore è stato rilanciato nell'ambito degli interventi contro il cambiamento climatico

Marcello Ortenzi

La risorsa geotermica

Gli enormi problemi climatici che si stanno ripetendo nel mondo incentivano gli interventi dei mass media per evidenziare gli avvenimenti connessi e le proposte di mitigazione dei danni.
La multinazionale dei mass media Bloomberg ha di recente previsto l'accelerazione delle fonti rinnovabili verso nuovi traguardi al 2040 specialmente per il solare e l'eolico. Un dato tra i tanti che il "New Energy Outlook" di Bloomberg fornisce è che la transizione energetica verso vento, sole,acqua e geotermico può creare nel mondo 24,3 milioni di posti di lavoro in più rispetto a quelli che si perderanno per l'addio al petrolio.

Il geotermico è una delle forme di energia rinnovabile più promettenti, sia per la sua tecnologia che si sta sempre più perfezionando verso la sostenibilità, sia per la caratteristica di essere basato su impianti energetici diffusi.

La città di Firenze, in settembre, ha ospitato il meeting della Global Geothermal Alliance, la più importante conferenza ministeriale dedicata al settore. Obiettivi dell'evento erano di riunire i governi interessati per sostenere lo sviluppo del geotermico e far incontrare privati e rappresentanti del settore pubblico per cercare di superare ostacoli che hanno rallentato lo sviluppo del settore rinnovabile. Promotrice dell'evento la Regione Toscana molto implicata nel geotermico, perché vede soddisfatto il 30% del suo fabbisogno elettrico proprio dall'energia geotermica.

Sono 17 i comuni toscani che hanno impianti geotermici, circa 700 lavoratori sono impegnati nelle strutture produttive più altri nell'indotto, il calore prodotto insieme all'elettricità riscalda circa diecimila residenti e l'obiettivo è di aumentare del 17% la produzione di energia elettrica entro il 2020, rispetto a quella del 2015.

La tecnologia italiana è un'eccellenza a livello mondiale, ma l'incontro di Firenze ha evidenziato che ci sono ancora margini di miglioramento specialmente a livello di sostenibilità nei territori. Come per altre forme di energia rinnovabile, anche il geotermico è osteggiato dai comitati locali e quindi c'è la necessità di condividere maggiormente i benefici con i residenti e favorire l'inserimento paesaggistico delle centrali per minimizzare il rifiuto degli impianti.

La regione è impegnata a trovare le misure per controllare gli impatti sull'ambiente e a favorire il colloquio con i cittadini, raccogliendo attorno al settore ricerca, innovazione tecnologica, formazione e strumenti informativi oltre che occupazione.

Alcuni interventi a Firenze hanno approfondito la possibilità di costruire centrali di dimensione ridotta, alimentate a media entalpia, cioè con gas oscillanti tra i 90 e 150 gradi, maggiormente controllabili. L'esperienza della Toscana è importante come esempio al fine di sviluppare il settore anche in altri territori nazionali, quali quelli del Lazio, Veneto, Friuli, Campania e Sicilia, che hanno zone di tipo geologico e vulcanico con flussi sfruttabili geotermicamente.

L'Italia geotermica appare avere una situazione tecnologica seconda al mondo solo all’Islanda. Le risorse geotermiche del territorio italiano potenzialmente estraibili da profondità fino a 5 km sono dell’ordine di circa 500 MTEP, ovvero 500 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.

Obiettivo tecnologico molto importante da raggiungere, è di arrivare a utilizzare l’energia geotermica senza alcuna emissione di fluidi e gas in superficie, arrivando alla re-inezione totale dei reflui nel sottosuolo, salvo naturalmente il recupero di eventuali elementi chimici o gas utili.

Tra clima sempre più dipendente dalle emissioni inquinanti e tensioni internazionali che possono mettere in pericolo il rifornimento energetico dall’estero, e quindi l'attività produttiva industriale, l'autoproduzione dell'energia continua e praticamente inesauribile quale il geotermico appare essenziale per mirare all’indipendenza energetica della nazione.

Il momento attuale in cui si sta impostando la Strategia Energetica Nazionale (SEN) da parte di Governo e organismi sociali dovrà prevedere nuove linee guida di sviluppo anche per questo settore energetico.

 

 

 

La foto dell'impianto geotermico di Larderello è tratta dal sito internet del Ministero dello sviluppo economico

Marcello Ortenzi - 23-09-2017 - Tutti i diritti riservati

Marcello Ortenzi

Nato a Roma, dove risiede, si è laureato in Economia e Commercio nell’Università "la Sapienza", con una tesi in Politica agraria sugli interventi per le aree interne e montane risiede nella capitale. Si è occupato di progettazione industriale e di comunità montane, partecipando a un gruppo di lavoro dell’Uncem Lazio per la preparazione di una legge regionale sugli enti montani. Ha collaborato inoltre con l’Istituto di studi sulle Regioni del CNR, elaborando alcune annate di analisi dei bilanci regionali. E’ stato funzionario della Regione Toscana nell’ufficio di Presidenza a Roma, e ora si occupa dell’utilizzazione delle biomasse nei settori energia ed industria con l’Italian Biomass Association (Itabia), associazione scientifica con sede in Roma, curando specialmente gli aspetti normativi e la divulgazione dei risultati delle attività. Collabora dal 1989 con alcune riviste agricole, occupandosi specialmente di castanicoltura e fibre vegetali, e redige inoltre un bollettino di lavori parlamentari on line sui temi agroforestali ed energetici.

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