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Rural evolution

L'abitare sostenibile è un valore cui occorre puntare. Ecco pertanto un prototipo di casa in legno pensato come modulo da installare all'interno delle architetture rurali minori disseminate e abbandonate nel Parco Paduli, nel Salento. Un progetto di Metamor Architetti Associati che è valso il Premio nazionale Ecoluoghi 

Laboratorio Urbano Aperto

Rural evolution

 

Siamo felici di  condividere con i lettori di Olio Officina Magazine alcune immagini del prototipo di casa in legno pensato come modulo da installare all'interno delle architetture rurali minori disseminate e abbandonate nel Parco Paduli. Ricerca sull'abitare sostenibile e valorizzazione dei beni rurali condotta in questi anni di stretta collaborazione con l'Unione delle Terre di Mezzo e con il Laboratorio Abitare i Paduli, che ci è valso il Premio nazionale Ecoluoghi 2018, voluto da Mecenate 90 e sostenuto dal Ministero dell'Ambiente, Federlegno e Unioncamere, con premiazione che si è svolta sabato 22 settembre presso l'ex mattatoio di Roma, e premio assegnato al progetto di Metamor Architetti Associati.

Arch. Mauro Lazzari

 

“Voglio difendere qualcosa che non è sanzionato”. «Voglio difendere qualcosa che non è sanzionato, che non è codificato, che nessuno difende e che è opera, diciamo così, del popolo, di un’intera storia, dell’intera storia del popolo di una città. Di una infinità di uomini senza nome, che però hanno lavorato all’interno di un’epoca che poi ha prodotto i frutti più estremi, più assoluti, nelle opere d’arte d’autore. Ed è questo che non è sentito, perché chiunque, con chiunque tu parli, è immediatamente d’accordo con te nel dover difendere un’opera d’arte d’un autore, un monumento, una chiesa, la facciata di una chiesa, un campanile, un ponte, un rudere il cui valore storico ormai è assodato. Ma nessuno si rende conto che invece quello che va difeso è proprio questo anonimo, questo passato anonimo, questo passato senza nome, questo passato popolare».

Pier Paolo Pasolini, La forma della città, 1973

Rural evolution

 

La partecipazione al concorso “Eco-luoghi” è stata per noi l’occasione per riportare alle cronache contemporanee un dibattito a lungo trattato: la salvaguardia dell’architettura minore (Giuseppe Pagano 1936 - IV Triennale di Milano, Roberto Pane 1950 - Puglia inedita, Giancarlo De Carlo 1951 Triennale di Milano).

Il nostro non vuole essere un atto formale, ma un tentativo di favorire l’evoluzione ecologica e funzionale di alcuni elementi costituenti il più importante patrimonio paesaggistico d’Italia: l’architettura rurale. Un atto di “difesa” e di riflessione.

Un intervento a sostegno di nuove “funzionalità” dei manufatti rurali, che non ne prevarica l’identità, ma che si propone di costruire un dialogo con la sua matrice originaria (unico fondamento logico di questa architettura) attraverso l’impiego di nuove tecnologie e nuovi materiali.

Crediamo che “Ecoluoghi 2018” possa essere lo spazio per rilanciare e dare la giusta visibilità a questa tematica; il luogo ideale per tracciare nuove strategie di salvaguardia di questa eredità diffusa sul nostro territorio e al tempo stesso capace di innescare nuove economie (attraverso tecniche costruttive ecocompatibili) di supporto all’agricoltura e legate a una ricettività turistica alternativa a quella costiera, sostenibile e senza ulteriore consumo di suolo.

Una premessa

Il Parco Paduli è situato al centro della penisola salentina e si estende per 5.500 ettari, non è un “parco istituito” ma un’idea nata dal basso che ha accresciuto la consapevolezza negli abitanti del valore paesaggistico del territorio orientando le strate- gie di sviluppo urbano nei Comuni che lo delimitano. Il progetto ha motivato alcune giovani associazioni a mettere in pratica innovative attività di gestione di un bene agricolo (“Abitare i Paduli”) ed ha contribuito come “progetto pilota” alla redazione del nuovo Piano Paesaggistico della Regione Puglia. Nel 2014 è stato candidato dal MiBACT a rappresentare l’Italia al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.

Nel 2016 è stato selezionato tra i 20 progetti presenti alla Biennale di architettura di Venezia, Padiglione Italia “Taking Care – progettare per il bene comune”, ed è inserito nell’elenco delle buone pratiche agricole dell’Ispra, Istituto Superiore Per la Ricerca e l’Ambiente del Ministero per l’Ambiente e le attività agricole.

Dal 2011 nel Parco Agricolo dei Paduli è in corso un processo di rigenerazione urbana e territoriale che ha interessato tra le tante tematiche quello del “riuso” del prezioso e complesso patrimonio edilizio rurale. L’obbiettivo è stato quello di costruire nuove strategie di sviluppo locale che attraverso l’agricoltura multifunzionale e l’abitare sostenibile potessero avviare un processo di recupero di un esteso patrimonio rurale, fatto di piccoli edifici (caseddhe, pajare, lamie, ecc.) che connotano il paesaggio agricolo salentino, e che oggi versa in uno stato di completo abbandonato e degrado.

Il paesaggio rurale pugliese (ma non solo quello pugliese) attraverso la pulviscolare presenza di queste micro architetture (generalmente indentificate come “minori”) offre un importante tema di riflessione sulla sopravvivenza e la cura di questi beni tendenzialmente poco appetibili se confrontati alla “alta visibilità” dei beni maggiori presenti tendenzialmente nei luoghi da alta concentrazione turistica.

La scarsa conoscenza del patrimonio rurale e la mancanza di una visione in grado di avviare una “economia circolare” capace di favorire un “ripopolamento rurale” sono le principali cause che hanno determinato un suo irreparabile degrado o compromissione (vedi il caso “Sarparea” a Nardò in provincia di Lecce: QUI) anche a seguito di interventi di recupero, ampliamento o cambio di destinazione d’uso incompatibili con l’identità del manufatto e del paesaggio che lo accoglie.

Il progetto, è nato dalla collaborazione con le associazioni locali (LUA Laboratorio Urbano Aperto, Abitare i Paduli), è sostenu- to dai Comuni dell’Unione delle Terre di Mezzo (Nociglia, Botrugno, San Cassiano, Sanarica, Giuggianello, Surano e Supersa- no), e si inserisce all’interno delle attività di RIGENERAZIONE URBANA del Parco – RURAL REVOLUTION - strategie per l’abitare sostenibile (abitare sostenibile, agricoltura multifunzionale, turismo responsabile) con l’obiettivo di generare nuove economie utili a sostenere la conduzione agricola, mediante la realizzazione di un albergo ecologico diffuso, capace di intercettare i flussi turistici, prevalentemente concentrati sulle coste, riqualificando luoghi abbandonati delle “aree interne” del territorio per reinserirli in un nuovo progetto di fruizione del Parco.

Il progetto

L’area del Parco è caratterizzata da un vasto e maestoso uliveto secolare, al cui interno insistono migliaia di micro-architetture rurali (casedde, pajare, liame) di cui l’80% ha una superficie utile inferiore ai 45mq. Sono tipologie edilizie per la maggior parte monocellulari o bicellulari, in ogni caso provviste di un camino, e molte di esse da un ovile. Costruite con materiali poveri, in parte a secco, costituiscono un importante patrimonio per il territorio. Il 90% di questi edifici, sono abbandonati, presentano strutture murarie in un evidente stato di degrado e le coperture completamente crollate (originariamente costruite in travi in legno, incannucciato di arundo donax, massetto in calce e terra e copertura in embrici). Il progetto rural revolution intende rispondere a una domanda sempre crescente di turismo ecologico, attraverso un modello sostenibile di recupero del patrimonio rurale per realizzare all’interno del territorio del Parco un albergo “permanente”, “ecologico” e “diffuso”, senza ulteriore consumo di suolo.

L’idea di un albergo ecologico, in grado di garantire ospitalità e confort anche nelle stagioni più rigide (maggiormente interessanti dal punto di vista dell’offerta esperienziale: raccolta delle olive, piantumazione del grano e dell’orto, ecc..) costituisce un’opportunità indispensabile per estendere l’offerta turistica tutto l’anno e nello stesso tempo generare economie utili alla conduzione e cura del fondo agricolo.

Il progetto, pensato per due ruderi che insistono nel Parco, intende proporre un modello di “abitare sostenibile”, in classe energetica A e in materiali ecocompatibili, replicabile nelle diverse tipologie rurali esistenti, con i seguenti obiettivi: risparmio energetico e delle risorse, compatibilità ecologica, compatibilità delle destinazioni d’uso, basso impatto ambientale nel ciclo di vita, basso impatto ambientale del processo produttivo, basso impatto ambientale del processo di dismissione, compatibilità socio culturale, e compatibilità economica. Infine, i prototipi esposti, a conclusione della mostra, saranno installati all’interno di due ruderi nel Parco.

Per raggiungere gli obbiettivi il progetto prevede:


- Il recupero bioedilizio delle strutture murarie esistenti, attraverso un restauro conservativo dei prospetti preservando  l’identità e le caratteristiche materiali e formali dell’architettura rurale.

- La predisposizione dell’edificio restaurato a ospitare al suo interno cellule abitative sostenibili in classe energetica A, mediante un basamento areato, alto 30 cm, completamente isolato da terra.

- L’auto-costruzione sul posto delle cellule abitative in classe A mediante l’utilizzo di pannelli in cross-lam, provvisti di cappotto in fibra di legno, incamiciati da barriera antivento. Le cellule una volta montate saranno installate all’interno dell’edificio rurale.

- Predisposizione di un impianto a isola in grado di produrre e accumulare energia pari a 3 Kwh.

- Recupero del camino esistente e installazione di stufa a legna ecologica a bassa emissione e alto rendimento.

- La predisposizione nello spazio esterno di:

1. realizzazione di accumulo per il recupero delle acque meteoriche provenienti dai tetti delle cellule abitative, finalizzato al riuso per i servizi igienico sanitari e per scopi irrigui;

2. realizzazione del sistema di fitodepurazione;

3. Realizzazione di accumulo per l’acqua potabile mediante la realizzazione di una cisterna interrata e rivestita in coccio pesto


 

 

Designer

METAMOR ARCHITETTI & ASSOCIATI

Arch. Juri Battaglini

Arch. Mauro Lazzari

Arch. Gaetano Fornarelli

Arch. Marco Lazzari

Arch. Sara Lagna

Ing. Matteo Monosi

Ing. Francesco Giannotta

Arch. Federica Manca Piero Andrea Pati

 

Building Company

PERROTTAGROUP srl

 

Furniture design

AdC outside - Anna De Carlo e Milena Mastria

 

Photos by

Francesco Buccarelli

 

Partner e Sponsor

Associazione LUA

Laboratorio Urbano Abitare i Paduli

Unione delle Terre di Mezzo

Graziano Stincone INFISSI

Cursano S.R.L.S. OPERE IN LEGNO

Gianpiero Indino TERRE COTTE

GeG srl

Forme Italia

Laboratorio Urbano Aperto - 22-09-2018 - Tutti i diritti riservati

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