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L’extra vergine e il lampante

Tutto parte da un territorio: le terre dei Paduli, nel sud del Salento. Da qui prosegue il nostro percorso alla scoperta dei progetti vincitori del Premio “Le Forme dell’Olio”. Una cassetta di legno da viaggio. Un’idea di packaging inconsueta, realizzata dai giovani del Laboratorio Urbano Aperto. Chiamiamola pure innovazione sociale

OO M

L’extra vergine e il lampante

Il packaging dell’olio Terre dei Paduli, espressione dell’olivagione 2013, si è aggiudicato il secondo posto al la edizione numero zero del concorso “Le forme dell’olio”, dedicato al packaging e all’innovazione. Abbiamo finora preso in esame il Premio Idea Innovativa e l’azienda che si è classificata al terzo posto. Ora, a presentare il progetto, ci pensano i ragazzi stessi di LUA. Non facciamo i nomi, per loro manifesta volontà. Si sentono gruppo, preferiscono non far emergere le individualità, nonostante ciascuna delle individualità che ne fanno parte hanno tutte una personalità spiccata.
La Giuria si è espressa a loro favore intravedendo l’elemento della innovazione sociale. Capirete perché, senza che questo elemento venga evidenziato. E’ un progetto che parla da sé.


LAMPA!

L’olio Terre dei Paduli non è semplicemente un prodotto agroalimentare, ma la sintesi degli sforzi compiuti in provincia di Lecce, nell’area del Parco dei Paduli, grazie ad un lavoro pluriennale rivolto all’ascolto degli abitanti. Lo scopo è immaginare una strategia condivisa in grado di dare risposte ai bisogni della comunità, cercando nella loro storia le risorse necessarie.

Il Parco dei Paduli è un’area di 5.500 ettari in provincia di Lecce, uliveti per la gran parte, che abbraccia un territorio di 10 comuni che nel 2011 hanno adottato insieme il Programma Intergrato di Rigenerazione Urbana “Terre dei Paduli tra ulivi pietre e icone”, individuato dal nuovo Piano Paesaggistico della Regione Puglia come Progetto Pilota per la sperimentazione di pratiche afferenti alla multifunzionalità in territorio agricolo. All’interno del Parco dei Paduli poi, il progetto denominato “Abitare i Paduli” si rivolge alla creazione di servizi ecosostenibili per fruire dell’area, stimolando un nuovo modo di approcciarsi al territorio, di interpretarlo, di raccontarlo e di viverlo. Il progetto è coordinato dall’associazione Lua, Laboratorio Urbano Aperto, con il coinvolgimento di 5 associazioni giovanili del territorio.

Lampa! è una delle attività centrali del progetto, si rivolge all’adozione di oliveti in stato di abbandono dell’area, riconvertendoli ad una produzione di qualità, sovvertendo la tradizionale impostazione rivolta alla produzione di olio lampante. Lampa! guarda alla storia del territorio e la ricontestualizza senza rinnegarla. Partendo dalla consapevolezza dell’enorme valore che il bene agricolo riveste per l’intera area, riflette sui motivi della profonda crisi che lo sta investendo e cerca di elaborare un modello alternativo in grado di rappresentare un esempio virtuoso di produzione ecosostenibile e di valorizzazione territoriale.

Lampa! interpreta la produzione agricola come un atto totalmente culturale, strumento di perpetrazione di buone pratiche agricole, presidio per la cura del paesaggio e del territorio e fa perno sul valore aggiunto della creatività giovanile. La forza lavoro usata nel campo non si rivolge esclusivamente alla fatica fisica, ma riflette uno sforzo a 360 gradi. L’olio diventa così veicolo di una nuova narrazione del territorio, prodotto tangibile che con il suo sapore e i suoi odori diventa ambasciatore di una riflessione più ampia.

La confezione è costituita da una cassetta di legno da viaggio, contenente una bottiglia di extravergine “Terre dei Paduli”, una lattina di olio per lume “Ottocento”, chiamato in questo modo in riferimento al secolo in cui, dal porto di Gallipoli, partivano navi con le stive cariche di olio lampante, utilizzato per l’illuminazione pubblica delle maggiori capitali europee e riproposto per un'illuminazione ecologica e contemporanea, insieme al volume “Storie Lampanti”, frutto del primo concorso letterario “Raccontare i Paduli”, rivolto alla creazione di short stories inedite ambientate nel parco.

La giuria ha premiato “l’innovazione sociale” che l’idea veicola, nella sua capacità di unire la comunicazione del prodotto agroalimentare a quella del territorio da cui nasce e viceversa, ponendo un’importante riflessione sulla storia locale e sul valore culturale rivestito dalla letteratura.

L’olio Terre dei Paduli infatti, con le sue elevate qualità organolettiche e sensoriali, racconta la scommessa di arrivare ad una produzione di qualità puntando proprio su quelle terre da cui cinquant’anni fa si fuggiva, passando per la scoperta di luoghi e persone e guardando alla produzione del lampante e a quegli alberi di proporzioni gigantesche che per decenni hanno donato un olio utilizzato principalmente per l’illuminazione e per l’industria, l’altra faccia della natura incontaminata che qui ha custodito un frammento dello storico Bosco Belvedere, il leggendario querceto che ricopriva buona parte della Puglia. Un’economia comunque fiorente, quella del lampante, che oggi, grazie a ottocento, vuole dare una forma nuova alle antiche suggestioni. Non più olio di qualità scadente, ma valore aggiunto della nostra confezione e slancio d’orgoglio di un intero territorio.

OO M - 04-03-2014 - Tutti i diritti riservati

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