Martedì 22 Gennaio 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

società > incursioni

Il vento populista italiano contro il cambiamento

Alfonso Pascale

La dura sconfitta di Matteo Renzi e del Pd al referendum costituzionale è stato commentata da alcune testate della stampa estera come una “vittoria populista nel cuore dell’Europa”. Condivido questo giudizio. Dopo la Brexit e la vittoria di Trump, il vento populista ha raggiunto anche l’Italia. So bene che non tutti coloro che hanno votato No alla riforma costituzionale proposta dal governo e approvata dal Parlamento sono anti-europei o euro-scettici, o addirittura xenofobi e protezionisti. Ma anche coloro che hanno votato No e, tuttavia, vogliono restare in Europa e costruire istituzioni e regole per cogliere le opportunità della globalizzazione, comprese le migrazioni, hanno di fatto espresso un voto di conservazione, un’adesione al mantenimento dello status quo. Milioni di italiani che in precedenti elezioni non si recavano alle urne per esprimere così la propria protesta contro i partiti, questa volta sono andati a votare in misura impressionante e si sono pronunciati in modo convinto contro il cambiamento.

Non c’è una distinzione netta tra il giudizio negativo verso la riforma costituzionale e quello riguardo all’insieme delle riforme socio-economiche proposte dal governo e approvate dal Parlamento. Non c’è un voto di sfiducia al renzismo del tutto scisso dal voto contrario alla riforma costituzionale.
L’impressione che si ha – guardando ai risultati per regioni e per città – è di trovarci dinanzi ad un paese perlopiù impaurito, desideroso di vivacchiare e galleggiare nella stagnazione e nell’immobilità, guardingo e sospettoso dinanzi a qualsivoglia innovazione. Che questa condizione fosse la causa del blocco in cui l’Italia si trova da anni, impedendo al nostro sistema paese di superare la crisi economica, ne eravamo ben consci. Ma che fossero così numerosi gli italiani ad esprimere siffatte pulsioni è una spiacevole sorpresa.

Ci sono alcune regioni come Emilia-Romagna, Toscana e Trentino Alto Adige che fanno eccezione. Ed è un bene. Da qualche parte bisognerà pur ricominciare a ricostruire un senso del cambiamento. Ma in tutte le altre regioni l’affermazione dei No è stato netto. Non c’è nemmeno la differenziazione tra aree urbane e territori rurali che ha caratterizzato il referendum sulla Brexit nel Regno Unito e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. In questi paesi il voto populista è stato prevalente nelle campagne. Da noi, non si sono registrate diversità significative. La prevalenza dei Sì a Milano è in qualche modo assorbita dalla vittoria dei No nel territorio della Città Metropolitana. Nel resto delle grandi città i Sì hanno mantenuto la stessa soglia del dato generale. Davvero in Italia città e campagna ormai si sovrappongono in tutto.

Si apre adesso una fase molto complicata per la vita del paese. Il discorso di Matteo Renzi è stato ammirevolmente onesto. Una volta approvata la legge di Stabilità, il governo confermerà le dimissioni. E nessuno è in grado di fare delle previsioni più o meno sensate su quanto avverrà nelle prossime settimane. Gli appuntamenti internazionali previsti nel 2017 e che vedranno l’Italia protagonista sono molteplici. A marzo a si celebreranno a Roma i sessant’anni del Trattato europeo. A maggio è previsto a Taormina il G7. A novembre spetterà al nostro governo la presidenza del consiglio di sicurezza dell’Onu. Sono tutte scadenze che dovrebbero spingere la classe dirigente ad esprimere un forte senso delle istituzioni e comportamenti improntati alla responsabilità. Ma su questi temi da tempo circolano bugie e si soffia sulle paure e i sospetti per impedire una consapevolezza diffusa dei nuovi compiti che spettano alle istituzioni e alla società civile.

C’è dunque di che riflettere sull’esito del voto referendario nell’attuale contesto della post-verità, cioè nell’epoca in cui le menzogne sono costruite ad arte per nascondere la realtà dei fatti. Ne ha accennato anche Renzi nella parte conclusiva del suo discorso di ieri notte, rivolgendo ai giornalisti un appello ad “essere fedeli e degni interpreti della missione importante” di cui sono portatori e richiamando la loro “laica vocazione” allo smascheramento della menzogna.

Tuttavia, va detto con chiarezza che questo discorso riguarda tutti e non solo la stampa. Solo educandoci ad un approccio laico, ad un dialogo tra convinzioni diverse che rinunciano ad imporre le proprie intransigenze, ad una ricerca di genuinità e di verità nella relazione interpersonale, possiamo diventare innovativi e, nel contempo, non credere alle bufale. In una società dove l’informazione scorre in modo impetuoso, continuo e disordinato, il compito fondamentale delle persone che vogliono fare del bene al paese è quello di promuovere senso critico e disvelamento della menzogna come nuova frontiera dell’incivilimento.

Solo su gruppi sociali e classi dirigenti governanti e influenzanti, che si educano alla relazionalità rispettosa, reciprocante e cooperante, è possibile lo sviluppo democratico della società e delle sue forme di rappresentanza. Nella menzogna non si costruisce né la libertà, né l’eguaglianza. Solo la fraternità permette l’intimità della relazione tra le persone e la rende vera.

Alfonso Pascale - 06-12-2016 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
Riviera Garda Classico Chiaretto

Riviera Garda Classico Chiaretto

Non solo per l’olio, il Garda è altrettanto apprezzato anche per i suoi vini, il chiaretto in particolare fa la sua bella figura. Come per esempio quello prodotto da Il Roccolo, profumi fruttati e floreali, gusto fresco, fine e sapido

RICETTE OLIOCENTRICHE
Felafel con hummus ai tre oli

Felafel con hummus ai tre oli

Un piatto tipico della cucina libanese, egiziana, greca, siriana, turca e israeliana, che unisce i popoli e le tradizioni alimentari del Mediterraneo e del Medio Oriente, riproposto per l’autunno che verrà da Oleificio Zucchi. Cosa ha di speciale questa ricetta oliocentrica? Una perfetta combinazione tra olio di semi di sesamo, olio di semi di arachide e, immancabile, l’olio extra vergine di oliva

EXTRA MOENIA
Traguardi importanti per l'Olio San Giuliano

Traguardi importanti per l'Olio San Giuliano

Ottenuta l'ambita certificazione conosciuta come Sistema per la rintracciabilità nella filiera agroalimentare, la nota azienda sarda di Alghero, molto apprezzata per i suoi oli extra vergini di oliva, festeggia il coronamento di un importante e concreto riconoscimento 

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Il racconto di Olio Officina Festival 2018

A Milano, dall'1 al 3 febbraio 2018, con tema portante "Io sono un albero". Le emozioni attraverso le immagini di una tre giorni interamente dedicata all'olio da olive e ai condimenti

BIBLIOTECA OLEARIA
L’olivo nell'area mediterranea

L’olivo nell'area mediterranea

Olive Tree in the Mediterranean Area. A Mirror of the Tradition and the Biotechnological Innovation. La tradizione, l'innovazione biotecnologica. È su questi piani che si delinea il volume di cui è autrice principale, e curatrice, Anarita Leva. È un libro che si prospetta davvero interessante per l'industria vivaistica, nonché per quella agrobiotecnologica e cosmetica, oltre che a tutti coloro che sono sempre più legati alla crescente domanda di prodotti naturali e al richiamo dei polifenoli intesi come antiossidanti e stabilizzanti naturali degli alimenti