Mercoledì 19 Giugno 2019 - direttore LUIGI CARICATO - redazione@olioofficina.it

accedi - registrati - pubblicità - sostieni

società > italia

Omaggio a Giovanni Berlinguer

Già cinquant’anni fa aveva ben chiara la differenza tra una ruralità preindustriale - in cui la salubrità delle campagne era per massima parte solo potenziale - e una ruralità nuova che egli già scorgeva nell’incipiente esodo urbano, indotto da una domanda sempre più impellente di benessere fisico e psichico che solo un'agricoltura modernizzata era ed è in grado di raccogliere e soddisfare

Alfonso Pascale

Omaggio a Giovanni Berlinguer

Giovanni Berlinguer era una persona straordinaria che sapeva porre interrogativi per stimolare il senso critico e la ricerca di nuove e più esaurienti risposte. Mi piace ricordare la sua particolare attenzione al rapporto tra città e campagne e tra agricoltura e ambiente; una sensibilità che egli ha manifestato in diverse occasioni.

In un convegno promosso nel 1965 a Roma dall’Alleanza dei contadini e dalla Lega dei comuni democratici, sulle strutture civili nelle campagne, Berlinguer svolse una relazione sul tema “Sanità e previdenza nelle campagne”. Dopo essersi posto la domanda se “le condizioni di salute nelle campagne fossero peggiori o migliori rispetto alla città”, così continuò: “Se si pensa alle abitazioni spesso fatiscenti, alla carenza di servizi igienici, alla fatica del lavoro nei campi non compensata, spesso, neppure sul piano calorico, da una sufficiente alimentazione, la risposta parrebbe ovvia. Questa risposta hanno dato a se stessi, del resto, coloro che hanno preso la via della città, spinti dall’esigenza di star meglio, come salute, come guadagno, come cultura. Non si dimentichi, però, che insieme ad una fuga di massa dalle campagne, vi è una fuga verso i campi, una fuga di élites urbane, una tendenza dei ceti più ricchi a spostare la residenza in zone periferiche, non solo per affermare nell’isolamento il proprio distacco e supremazia di classe, ma anche per ricercare condizioni di maggiore salubrità. Il fatto che ciò sia riservato a pochi, che avvenga anzi a spese dei più, può implicare un giudizio sul piano morale; ma non deve far dimenticare che l’ambiente delle nostre città è più favorevole allo sviluppo di quelle malattie degenerative che costituiscono il capitolo più grave e più arduo della medicina odierna”.

Già cinquant’anni fa, Giovanni Berlinguer aveva ben chiara la differenza tra una ruralità preindustriale - in cui la salubrità delle campagne era per massima parte solo potenziale - e una ruralità nuova che egli, con la sua sensibilità di medico, già scorgeva nell’incipiente esodo urbano, indotto da una domanda sempre più impellente di benessere fisico e psichico che solo un'agricoltura modernizzata era ed è in grado di raccogliere e soddisfare.

Concludendo, vent'anni dopo, un convegno promosso a Palermo nell'aula magna della facoltà di agraria dal Centro studi e iniziative di politica economica in Sicilia sui temi del rapporto agricoltura-ambiente, Giovanni Berlinguer pose l'accento sul ruolo che l'agricoltura svolge e può continuare a svolgere per il riequilibrio dell'ambiente. E precisò le quattro direzioni di questa funzione riequilibratrice: "In primo luogo sul versante del lavoro umano. Non dobbiamo considerare necessariamente stagnante o regressiva l'occupazione in agricoltura. Ci sono già forme di lavoro a tempo parziale, e altre possono nascere se si modificano le tecniche produttive , se si accresce la superficie coltivata, se si sviluppa l'agriturismo. In secondo luogo sul versante della nutrizione umana. La valorizzazione delle produzioni mediterranee può, da un lato, migliorare la salute e, dall'altro, incentivare l'attività agricola e agroalimentare del Mezzogiorno e delle isole. Terza questione sul versante della regolazione delle acque e nella produzione di energia alternativa. Quarto, sul versante del territorio. L'agricoltura può riequilibrare il rapporto tra costa e interno, tra pianura e collina, tra grandi e piccoli centri". Come si può notare, egli ha avuto, sin dagli inizi, una visione attenta alle istanze ambientaliste ma mai subalterna.

Grazie Giovanni!

 

La foto di apertura è tratta da Internet

Alfonso Pascale - 07-04-2015 - Tutti i diritti riservati

ULTIMI
DIXIT
SAGGI ASSAGGI
La grande originalità degli extra vergini Dedicati

La grande originalità degli extra vergini Dedicati

La recensione di un olio dedicato alla pasta e proposto da Olitalia per il canale del food service. Un mix di cultivar italianeper un blend pensato espressamente per aiutare la ristorazione a scegliere l’olio giusto. Nel caso specifico, quello più adatto per ogni tipologia di pasta > Maria Carla Squeo

RICETTE OLIOCENTRICHE
L’olio con gli asparagi

L’olio con gli asparagi

Un gustosissimo risotto, ecco una ricetta che ci porta a Cavaion Veronese, nel Veneto, in un territorio ben curato dove si ottiene il pregiatissimo olio Dop Garda. Così, per anticipare la Festa degli asparagi che si svolgerà dal 16 al 19 maggio, sappiamo ora cosa fare quando non si sa bene cosa inventarsi in cucina. La proposta dei Fratelli Turri a partire dal loro extra vergine dal gusto e dai profumi fini e delicati > Luigi Caricato

EXTRA MOENIA
Stefano Bollani, un musicista nella Hall of Fame di Casa Menotti

Stefano Bollani, un musicista nella Hall of Fame di Casa Menotti

La cerimonia che si svolgerà sabato 13 luglio a Casa Menotti a Spoleto, lo vedrà come protagonista ricevendo il Premio Monini “Una Finestra sui Due Mondi” arrivato alla sua decima edizione

GIRO WEB
Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Nuovo sito web per la Cia Agricoltori Italiani

Una veste grafica rinnovata, accessibilità da mobile, integrazione con i social media e contenuti interattivi sempre aggiornati: ecco le principali caratteristiche del nuovo portale che offre news sulla Confederazione, ma anche su agroalimentare, ambiente, consumi e ricette degli Agrichef

OO VIDEO

Le ricette evo. L'olio buono in cucina

OOF 2019. A Olio Officina Festival 2019 grande risalto all'olio extra vergine di oliva come ingrediente. La scelta di una buona materia prima e l'attenzione a utilizzare al meglio l'olio da olive va incentivata sin da subito. La formazione è un buon punto di partenza. Cinzia Boschiero intervista Cristina Santagata

BIBLIOTECA OLEARIA
L’olio spiegato alle mie figlie

L’olio spiegato alle mie figlie

Un libro dell'oleologo Lorenzo Cerretani per le edizioni Olio Officina, da avere assolutamente con sé. Pensato per i giovanissimi, è adatto anche agli adulti. Un linguaggio semplice, proprio per questo utilissimo per apprendere tutto, ma proprio tutto, sull'olio da olive, il pregiato succo