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Omaggio a Giovanni Berlinguer

Già cinquant’anni fa aveva ben chiara la differenza tra una ruralità preindustriale - in cui la salubrità delle campagne era per massima parte solo potenziale - e una ruralità nuova che egli già scorgeva nell’incipiente esodo urbano, indotto da una domanda sempre più impellente di benessere fisico e psichico che solo un'agricoltura modernizzata era ed è in grado di raccogliere e soddisfare

Alfonso Pascale

Omaggio a Giovanni Berlinguer

Giovanni Berlinguer era una persona straordinaria che sapeva porre interrogativi per stimolare il senso critico e la ricerca di nuove e più esaurienti risposte. Mi piace ricordare la sua particolare attenzione al rapporto tra città e campagne e tra agricoltura e ambiente; una sensibilità che egli ha manifestato in diverse occasioni.

In un convegno promosso nel 1965 a Roma dall’Alleanza dei contadini e dalla Lega dei comuni democratici, sulle strutture civili nelle campagne, Berlinguer svolse una relazione sul tema “Sanità e previdenza nelle campagne”. Dopo essersi posto la domanda se “le condizioni di salute nelle campagne fossero peggiori o migliori rispetto alla città”, così continuò: “Se si pensa alle abitazioni spesso fatiscenti, alla carenza di servizi igienici, alla fatica del lavoro nei campi non compensata, spesso, neppure sul piano calorico, da una sufficiente alimentazione, la risposta parrebbe ovvia. Questa risposta hanno dato a se stessi, del resto, coloro che hanno preso la via della città, spinti dall’esigenza di star meglio, come salute, come guadagno, come cultura. Non si dimentichi, però, che insieme ad una fuga di massa dalle campagne, vi è una fuga verso i campi, una fuga di élites urbane, una tendenza dei ceti più ricchi a spostare la residenza in zone periferiche, non solo per affermare nell’isolamento il proprio distacco e supremazia di classe, ma anche per ricercare condizioni di maggiore salubrità. Il fatto che ciò sia riservato a pochi, che avvenga anzi a spese dei più, può implicare un giudizio sul piano morale; ma non deve far dimenticare che l’ambiente delle nostre città è più favorevole allo sviluppo di quelle malattie degenerative che costituiscono il capitolo più grave e più arduo della medicina odierna”.

Già cinquant’anni fa, Giovanni Berlinguer aveva ben chiara la differenza tra una ruralità preindustriale - in cui la salubrità delle campagne era per massima parte solo potenziale - e una ruralità nuova che egli, con la sua sensibilità di medico, già scorgeva nell’incipiente esodo urbano, indotto da una domanda sempre più impellente di benessere fisico e psichico che solo un'agricoltura modernizzata era ed è in grado di raccogliere e soddisfare.

Concludendo, vent'anni dopo, un convegno promosso a Palermo nell'aula magna della facoltà di agraria dal Centro studi e iniziative di politica economica in Sicilia sui temi del rapporto agricoltura-ambiente, Giovanni Berlinguer pose l'accento sul ruolo che l'agricoltura svolge e può continuare a svolgere per il riequilibrio dell'ambiente. E precisò le quattro direzioni di questa funzione riequilibratrice: "In primo luogo sul versante del lavoro umano. Non dobbiamo considerare necessariamente stagnante o regressiva l'occupazione in agricoltura. Ci sono già forme di lavoro a tempo parziale, e altre possono nascere se si modificano le tecniche produttive , se si accresce la superficie coltivata, se si sviluppa l'agriturismo. In secondo luogo sul versante della nutrizione umana. La valorizzazione delle produzioni mediterranee può, da un lato, migliorare la salute e, dall'altro, incentivare l'attività agricola e agroalimentare del Mezzogiorno e delle isole. Terza questione sul versante della regolazione delle acque e nella produzione di energia alternativa. Quarto, sul versante del territorio. L'agricoltura può riequilibrare il rapporto tra costa e interno, tra pianura e collina, tra grandi e piccoli centri". Come si può notare, egli ha avuto, sin dagli inizi, una visione attenta alle istanze ambientaliste ma mai subalterna.

Grazie Giovanni!

 

La foto di apertura è tratta da Internet

Alfonso Pascale - 07-04-2015 - Tutti i diritti riservati

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