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OOF International Magazine

Una fattura elegante e di alta qualità, in versione italiana e inglese. Un caso raro nel panorama dell’editoria agricola, che mostra come il settore primario ha enormi potenzialità di ergersi nello scenario globale anche con prodotti culturali altamente competitivi

Alfonso Pascale

OOF International Magazine

Questa recensione di Alfonso Pascale ci fa tanto piacere e la proponiamo in lettura ai nostri più affezionati lettori.

Mi è arrivato l’ultimo numero della bella rivista trimestrale OOF International Magazine diretta da Luigi Caricato. Viene distribuita in libreria e si può ricevere al proprio recapito su abbonamento. È possibile acquistare copia digitale sfogliabile della rivista su piattaforma Issuu alla voce Olio Officina.

È piacevole riceverla, non solo per i contenuti sempre stimolanti, ma anche perché si presenta in una fattura elegante e di alta qualità, in versione italiana e inglese. Un caso raro nel panorama dell’editoria agricola, che mostra come il settore primario ha enormi potenzialità di ergersi nello scenario globale anche con prodotti culturali altamente competitivi.

Il numero in distribuzione è particolarmente accattivante perché è dedicato alle ricette che hanno come ingrediente principale i condimenti. Una innovazione che può favorire un cambiamento di mentalità. Se un olio extra vergine di oliva o un aceto, nelle mani di uno chef che sa il fatto suo, diventa il punto di partenza per “costruire” una pietanza, significa che quel condimento non può essere uno qualsiasi, il primo che capita sottomano, ma va scelto in modo meditato per inserirlo in una ricetta. E l’altro messaggio è che ogni piatto vuole il suo olio o il suo aceto. Bisognerà dunque imparare ad esaminare l'olio in base alle caratteristiche reologiche e sensoriali con cui si caratterizza e contraddistingue.

Come spiega la studiosa Daniela Marcheschi in un articolo della rivista dedicato alle voci dell’olio, la parola “condimento” indica oggi qualsiasi “sostanza atta a insaporire o rendere più piacevole una vivanda” e, con valore figurato, “quanto rende qualcosa perfettamente compiuto”. Se si vince la sfida di collocare l’olio non più in una posizione complementare ma centrale di una ricetta, sarà necessario aggiungere nuovi significati alla voce “condimento”. Da questo esempio, si può comprendere come la ricetta oliocentrica è una innovazione che può produrre rilevanti cambiamenti culturali anche in ambiti diversi.

La rivista introduce ogni volta delle novità molto interessanti che inducono a pensare e a fare. Per questo è utile a chiunque, indipendentemente dall’attività che svolge. Non possono assolutamente privarsene coloro che lavorano nel settore alimentare, buyer, chef, sommelier, se vogliono acquisire le nuove tendenze. E gli olivicoltori dovrebbero metterla in bella mostra nelle loro aziende e nelle loro associazioni come un fiore all’occhiello di cui andare orgogliosi. Anche sostenendo progetti culturali come questo, i produttori potranno guardare al futuro con coraggio ed entusiasmo.


Alfonso Pascale - 13-10-2019 - Tutti i diritti riservati

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